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Protezione solare
e vitamina D nei bimbi

Protezione solare <br />e vitamina D nei bimbi
La pelle dei bambini è più delicata rispetto a quella degli adulti ed è necessario seguire alcune semplici regole per una protezione ottimale.

Protezione solare
e vitamina D nei bimbi

La pelle dei bambini è più delicata rispetto a quella degli adulti ed è necessario seguire alcune semplici regole per una protezione ottimale.

Tuffi in piscina, bagnetti al mare e passeggiate in montagna. L’estate per i bambini e per le famiglie promette sempre divertimento e tempo di qualità insieme. Da vivere però con tutti gli accorgimenti del caso per proteggersi dai raggi solari e dai loro potenziali danni, soprattutto alla pelle delicata dei bambini. Le attività all’aria aperta sono le gioia dei piccoli in estate, basta non dimenticarsi alcune semplici regole: protezione 50+, cappellino, occhiali da sole, stare a casa nelle ore più calde e cercare l’ombra appena si può. Cosa devono sapere i genitori prima di esporre i bambini al sole? Ce lo spiega il Dr. Med. Lorenzo Zgraggen, capo clinica presso IPSI (Istituto Pediatrico della Svizzera Italiana), che segue anche le consultazioni in dermatopediatria.

A partire da che età i bambini si possono esporre alla luce diretta del sole?
«Vale la regola generale che si deve sempre preferire l’ombra al sole a qualsiasi età, così si riduce l’esposizione ai raggi UV che è provato essere dannosa per la salute della pelle sia in tempi brevi (ustioni) che a lungo termine (cancri della pelle). La pelle dei bambini è più delicata rispetto a quella degli adulti e le regole base dipendono anche dal fototipo di ciascuno (ad esempio la pelle scura è più resistente al sole di quella chiara). Ad ogni modo nel primo anno di vita si consiglia di evitare l’esposizione diretta ai raggi solari sempre, anche durante gli spostamenti, con teli e ombrellini da applicare alle carrozzine. Dal secondo anno di vita si può cominciare, ma bisogna comunque tener presente che il bambino/a deve sempre essere possibilmente vestito e va sempre applicata una protezione 50+. Vale anche che da maggio ad agosto/settembre bisogna evitare il sole dalle 11 alle 15 (quasi 2/3 delle radiazioni UV raggiungono in queste ore la superficie terrestre) e per i bambini sotto l’anno di età si dovrebbe stare in casa.»

Qual è il comportamento giusto per una corretta esposizione al sole dei bambini?
«Come già accennato prima dipende molto dall’età del bambino e dal tipo di pelle che uno ha. Vale comunque sempre la regola di preferire l’ombra al sole, ma questo vale anche per gli adulti. Evitare come già detto le ore più calde 11-15, pianificando quindi le diverse attività all’aria aperta prima o dopo queste ore. Se possibile vestire i bambini con abiti ampi e lunghi, indossare cappellino da sole e occhiali da sole. Applicare una crema solare con un alto indice di protezione, minimo una protezione di 50+, e che protegge dagli UVB e dagli UVA. Questa va applicata abbondantemente, si sa da studi che non è mai abbastanza, motivo per cui è consigliato spalmarla due volte di seguito. Ricordarsi che l’applicazione della crema va rinnovata ogni due ore circa e dopo ogni bagno. Importante precisare che queste regole in estate valgono in qualsiasi luogo si vada e che non dipende dalla temperatura esterna, infatti l’intensità dei raggi solari è intensa in montagna così come al mare e anche se il cielo è nuvoloso i raggi UV passano ugualmente. Le tute da bagno/mare con protezione UV sono un valido aiuto, ma non sostituiscono la crema solare, infatti rimangono comunque delle parti del corpo scoperte e la protezione dal sole non è totale. Un’altra cosa che ci tengo a precisare è che i genitori devono dare il buon esempio ai bambini e quindi essere loro i primi ad attenersi a queste regole e ricordarsi che non esiste un’abbronzatura sana. Se già da bambini si imparano queste semplici regole anche durante l’adolescenza saranno acquisite.»

Sole e vitamina D: per i bambini prendere il sole può sostituire l’assunzione di vitamina D per bocca?
«Durante l’estate il sole è molto forte, perciò basterebbe un tempo molto breve (dipende comunque dal fototipo che si ha) di esposizione solare. Visti però i danni che causano i raggi UV non è un metodo consigliato per produrre vitamina D. Inoltre vista l’importanza nel periodo di crescita dei primi anni di vita si consiglia una sostituzione per bocca fino all’età di tre anni, così da non doversi esporre al sole, evitando i danni solari.»

Cosa fare se il bambino si scotta?
«Qui dipende dalla gravità della scottatura: è importante far notare ai genitori che ci possono anche essere delle ustioni solari gravi con sintomi sistemici. Le ustioni solari sono prima di tutto molto dolorose. Il trattamento consiste nel curare i sintomi del bruciore con impacchi freddi fino ad arrivare a mettere del cortisone localmente e/o sistemico. Ci tengo anche a precisare che c’è una correlazione tra il numero di scottature avute durante l’infanzia e l’adolescenza e il rischio di sviluppare un cancro della pelle più tardi nella vita.»

Il Dr. Med. Lorenzo Zgraggen, capo clinica presso IPSI (Istituto Pediatrico della Svizzera Italiana), segue anche le consultazioni in dermatopediatria.
Il Dr. Med. Lorenzo Zgraggen, capo clinica presso IPSI (Istituto Pediatrico della Svizzera Italiana), segue anche le consultazioni in dermatopediatria.
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