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Quali sono i rischi
della disidratazione

Quali sono i rischi <br />della disidratazione
Bere poca acqua non è l’unica causa e la sete non è l’unico sintomo: ecco tutto quello da sapere sul fenomeno

Quali sono i rischi
della disidratazione

Bere poca acqua non è l’unica causa e la sete non è l’unico sintomo: ecco tutto quello da sapere sul fenomeno

Il nostro corpo può resistere per qualche settimana senza mangiare, ma non può fare altrettanto senza bere. Andare incontro alla disidratazione può essere molto pericoloso, visto che nel nostro organismo è presente una percentuale di acqua che oscilla tra il 50 e l’80% del peso corporeo, a seconda di alcuni fattori quali l’età, il sesso e l’attività fisica svolta. Prima di capire quale sia la quantità ideale di acqua da assumere quotidianamente, è bene conoscere le cause più diffuse alla base di questo fenomeno.

Non si tratta infatti di una semplice carenza di acqua. Più precisamente, la disidratazione avviene quando il cosiddetto «bilancio idrico» registra una quantità maggiore di acqua persa rispetto a quella assunta dal nostro corpo. È immediato collegare la disidratazione a una scarsa assunzione di liquidi, ma le cause possono essere molteplici: da una dieta povera di frutta e verdura fino a un’eccessiva sudorazione. Anche l’assunzione di alcuni farmaci può dar luogo a questo problema (diuretici o lassativi su tutti), insieme al presentarsi di patologie quali diabete o polipnea (un respiro più frequente del solito).

I principali tipi di disidratazione sono tre e si distinguono per la loro origine. Quella ipertonica, provocata da un’eccessiva sudorazione; la disidratazione isotonica, caratterizzata da diarrea e vomito persistenti, conseguenza della perdita di elettroliti e acqua; infine quella ipotonica, che si presenta se si segue una dieta priva di sodio oppure se si assumono diuretici senza un reale bisogno.

Per quanto concerne i sintomi, l’associazione più ovvia è quella con la sete: corretto, ma non in senso assoluto. Perché – soprattutto per anziani e bambini, che sono anche i soggetti più a rischio – la sete può non presentarsi o comunque può non essere proporzionata alla gravità del problema. Scarsa energia e mal di testa possono essere altre avvisaglie di disidratazione.

Ma cosa succede quando si è disidratati? Si può accusare un colpo di calore: è la prima reazione che il nostro organismo mette in atto, bloccando la sudorazione per risparmiare liquidi ma surriscaldandosi troppo. In più, con la disidratazione in atto è anche il sistema cardiocircolatorio a risentirne: nelle vene e nelle arterie circola meno sangue e – se non si assumono immediatamente liquidi – si può arrivare anche al collasso. In generale, se il corpo non è abbastanza idratato, funzionano peggio i muscoli e calano le prestazioni. Per questo il consiglio – scontato – è quello di bere molta acqua, ma anche di assumere frutta e verdura. Nei casi più estremi, sarà il medico a prescrivere l’utilizzo di specifiche preparazioni reidratanti.

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