Patologie silenziose

Quando il cuore
entra nella terza età

Quando il cuore <br />entra nella terza età
Con il passare del tempo si è più soggetti a patologie cardiache, come le malattie valvolari. Per fortuna l’attività fisica può aiutare.

Quando il cuore
entra nella terza età

Con il passare del tempo si è più soggetti a patologie cardiache, come le malattie valvolari. Per fortuna l’attività fisica può aiutare.

Con il passare degli anni, anche il cuore invecchia. A volte lo fa silenziosamente, con pochi sintomi, altre volte, invece, le malattie cardiache legate all’età sono più evidenti. Per questo bisogna prestare particolare attenzione alla salute del miocardio negli anziani, più soggetti a problematiche e patologie talvolta pericolose. Con il tempo il cuore si trasforma, prima di tutto, a livello strutturale: tende ad aumentare di volume, mentre le pareti si ispessiscono. Tale irrigidimento porta a conseguenze non banali: spesso il ventricolo sinistro fa più fatica a riempirsi correttamente e ciò può provocare l’insorgere dell’insufficienza cardiaca, soprattutto nei soggetti più vulnerabili. Si tratta di un fenomeno pericoloso, perché l’organismo non riesce più a soddisfare le richieste di ossigeno e di sostanze nutritive trasportati dal sangue. Ciò può tradursi in muscoli più stanchi e in reni meno efficienti.

Non solo: nella terza età le arterie perdono di elasticità. La pressione sanguigna cresce e risulta così superiore al normale, soprattutto durante la sistole. Questo disturbo può dare luogo a ipertensione, definita da molti come «killer silenzioso». Infatti, se trascurata, può comportare un aumento del rischio di essere colpiti da ictus e aneurisma. In generale, il cuore che invecchia è colpito soprattutto da patologie cronico-degenerative, come le malattie valvolari, tra cui la stenosi aortica, il rigurgito mitralico e il rigurgito tricuspidale. Tali disturbi sono spesso privi di sintomi. Altre volte i segnali sono ambigui e, di conseguenza, vengono sottovalutati. Tra questi si ricordano senso di affaticamento; affanno; fiato corto, anche quando non si stanno eseguendo lavori pesanti o attività fisiche; difficoltà a salire le scale o a trasportare pesi di modesta entità.

In caso di dubbio, il consiglio è quello di rivolgersi agli specialisti, che provvederanno ad auscultare il petto. In questo modo è possibile individuare problematiche come il soffio al cuore, che può essere indizio di una malattia valvolare cardiaca. In alcuni casi, il medico può prescrivere ulteriori esami, come l’ecocardiogramma, per avere il quadro completo della situazione ed evitare brutte sorprese in futuro. Anche la prevenzione è importante: per ridurre i problemi legati all’invecchiamento del cuore, gli esperti raccomandano la giusta quantità di attività fisica, ovviamente in rapporto al proprio stato di salute. Gli esercizi permettono di mantenere l’equilibrio cardiovascolare, oltre ad essere un toccasana per l’organismo in generale.

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