La scoperta

Speranza anti-cancro
dal veleno delle api

Speranza anti-cancro <br />dal veleno delle api
Secondo uno studio condotto in Australia, una sostanza prodotta degli insetti potrebbe contrastare il tumore al seno

Speranza anti-cancro
dal veleno delle api

Secondo uno studio condotto in Australia, una sostanza prodotta degli insetti potrebbe contrastare il tumore al seno

Circa 6.200 nuovi casi diagnosticati e 1.400 decessi all’anno: sono queste le cifre del cancro al seno in Svizzera, contenute nell’ultimo rapporto della Lega Svizzera contro il cancro sulla base dei numeri forniti dal NICER (Istituto nazionale di epidemiologia e registrazione del cancro). Il tumore al seno è quello con la maggiore incidenza sulla popolazione femminile: quasi un caso su tre tra quelli di cancro diagnosticati in Svizzera (31,9%). Ed è responsabile del 18,1% dei decessi per tumore tra le donne. Si tratta dunque del nemico numero uno per le donne, contro il quale la ricerca ha compiuto passi in avanti importanti nel corso degli anni.

Un’ulteriore scoperta potrebbe dare ancora maggiori speranze a chi si trova a lottare contro il cancro alla mammella. Si tratta di un aiuto che arriva direttamente dalla natura, e più precisamente dalle api. Secondo una ricerca degli scienziati dell’Harry Perkins Institute of Medical Research (Australia) e pubblicata sulla rivista Nature Precision Oncology, il veleno prodotto da questi laboriosi insetti sarebbe in grado di distruggere le cellule responsabili di due forme molto aggressive di cancro: quello triplo negativo e quello HER-2 positivo, che insieme rappresentano il 30-35% di tutti i tumori mammari. Il merito è della sostanza più temuta da chi è a rischio di reazioni allergiche legate alla puntura di ape: la melittina, componente principale del veleno emesso dagli insetti.

Gli studiosi hanno analizzato il veleno di circa 300 specie di api e calabroni e poi verificato che una specifica concentrazione di melittina riesce a «sterminare» tutte le cellule tumorali nelle colture cellulari di topo nel giro di un’ora. Il tutto senza arrecare danni alle cellule sane. Gli esperimenti condotti in vitro hanno poi dimostrato che la melittina interferisce con la crescita di entrambi i tipi di tumore al seno, inibendo i meccanismi di replicazione delle cellule. Questo effetto risulta inoltre potenziato se la sostanza viene somministrata assieme a uno specifico farmaco chemioterapico, il docetaxel.

Si tratta di risultati molto promettenti ma che, come sottolineato dagli stessi autori dello studio, non devono portare a troppo facili entusiasmi. Prima di arrivare a un utilizzo clinico sull’uomo, la scoperta dovrà essere supportata da ulteriori verifiche, visto che finora si è operato soltanto su modelli animali o linee cellulari isolate dal resto dei tessuti. Per ora si può soltanto sperare che le laboriose api, oltre al miele e alla propoli, possano fornire un altro prezioso regalo all’uomo.

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