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Superare la dislessia
con letture e giochi

Superare la dislessia <br />con letture e giochi
Si tratta di uno dei disturbi specifici dell’apprendimento più diffusi, ma non è una malattia e non incide sull’intelligenza di chi ne soffre

Superare la dislessia
con letture e giochi

Si tratta di uno dei disturbi specifici dell’apprendimento più diffusi, ma non è una malattia e non incide sull’intelligenza di chi ne soffre

La dislessia consiste nella difficoltà ad imparare a leggere, scrivere e fare calcoli, un problema che in ogni caso non ha nulla a che vedere con l’intelligenza del bambino. Si tratta di un disturbo che ha diversi livelli di complessità e che può essere diagnosticato anche in età adulta. È bene puntualizzare che la dislessia, così come tutti i DSA, non è una malattia, ma una modalità specifica di funzionamento di alcuni «passaggi» neurali. In questo caso di quelli necessari a decifrare lettere e numeri scritti.

La diagnosi deve essere fatta da specialisti, come lo psicologo o il neuropsichiatra infantile, attraverso dei test. Se necessario il bambino dislessico può essere seguito da un logopedista, il quale può limitare gli effetti del problema proponendo una serie di esercizi specifici.

Prima ancora di iniziare con gli esercizi, è fondamentale capire che ci sono delle cose da non fare con i bambini che soffrono di dislessia: farli leggere a voce alta; correggere tutti gli errori nei testi scritti; dare liste di parole da imparare; farli copiare dalla lavagna; far ricopiare il lavoro già svolto, perché scorretto o disordinato; paragonarli ad altri.

Gli esercizi proposti al bambino e alla sua famiglia, la quale può e deve coinvolgere anche la scuola, sono finalizzati ad aiutare il piccolo a gestire al meglio i problemi di lettura, scrittura e comprensione del testo, tenendo in considerazione anche la possibilità di un sostegno psicologico per affrontare l’eventuale disagio emotivo determinato dalle difficoltà riscontrate. I primi passi vanno fatti in famiglia. Innanzitutto dire la verità al bambino, con parole semplici, è il primo passo per rassicurarlo.

Leggere delle storie a voce alta può trasmettere l’amore per la lettura. Questo, crescendo, può aiutare il bambino ad arricchire il proprio vocabolario anche leggendo in silenzio, da solo. Creare un buon dialogo, con domanda e risposta, è sempre positivo: chi soffre di dislessia ha paura di sbagliare, così facendo si aiuta a superare questo timore. Infine, l’uso di software specifici, anche sotto forma di giochi, permette al piccolo di affrontare più serenamente il percorso scolastico.

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