La prevenzione

Vivere più a lungo
con un cuore in salute

Vivere più a lungo <br />con un cuore in salute
L’apparato cardiovascolare è come il motore di una macchina. Ecco i fattori di rischio ai quali fare attenzione

Vivere più a lungo
con un cuore in salute

L’apparato cardiovascolare è come il motore di una macchina. Ecco i fattori di rischio ai quali fare attenzione

La prevenzione è fondamentale. Lo si è riscoperto negli ultimi mesi e si continuerà a ribadirlo negli anni a venire. Soprattutto in campo cardiovascolare, dato che il cuore è il motore del corpo umano. Le patologie a cuore e apparato circolatorio peraltro non risparmiano nessuno: è stata smentita con dati scientifici la credenza popolare secondo cui le malattie cardiovascolari interessano prevalentemente gli uomini. Anzi, secondo l’Ufficio federale di statistica più della metà delle vittime è di sesso femminile.

Le donne sono sensibili ai fattori di rischio, ma cambiano i sintomi: nell’uomo la manifestazione classica di un disturbo al cuore è il dolore al petto. Nelle donne può anche non esserci. In ogni caso, la comunità scientifica ha individuato alcuni fronti su cui è consigliato prestare una certa attenzione: il primo di questi è senza dubbio la pressione arteriosa. Il sangue pompato dal cuore in tutto il corpo esercita una pressione sui vasi e dunque sulle pareti delle arterie. Se tale pressione è troppo elevata (ipertensione) aumenta il rischio di danneggiamento: le arterie, indurendosi, richiedono poi al cuore uno sforzo maggiore per far circolare il sangue.

In questo caso si può agire fin da subito regolando l’alimentazione. «L’uomo è ciò che mangia», quindi seguire i dettami della dieta mediterranea è un buon inizio, mentre più in generale è bene nutrire il proprio cuore con pesce, frutta, verdura, cereali integrali e latticini poveri di grassi.

Un altro fattore di rischio è l’indice di massa corporea, ovvero il parametro che mette in relazione il peso corporeo di una persona con la sua altezza. Si calcola facilmente dividendo il peso per l’altezza al quadrato (kg/m²) e si utilizza per valutare condizioni di sovrappeso e obesità (e sottopeso, anche se con sempre minor frequenza nei Paesi occidentali). Secondo i calcoli dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), in presenza di un indice tra 18,50 e 24,99 kg/m² si parla di normopeso, sotto i 18,50 di sottopeso, tra 25 e 29,99 c’è sovrappeso e oltre i 30 si parla di obesità. Altro fattore di rischio è il famigerato colesterolo, un grasso indispensabile per le cellule ma che in quantità eccessiva mette a repentaglio la salute cardiovascolare.

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