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Case secondarie, ecco
i Comuni sopra il 20%

Case secondarie, ecco <br />i Comuni sopra il 20%
Una panoramica del Luganese. Scatto di Camilla Mansini, architetto d'interni e esperto immobiliare presso Brülhart & Partners SA

Case secondarie, ecco
i Comuni sopra il 20%

Una panoramica del Luganese. Scatto di Camilla Mansini, architetto d'interni e esperto immobiliare presso Brülhart & Partners SA

Alla fine del 2019 in 8 Comuni la quota di abitazioni secondarie è scesa al di sotto del 20%, mentre in altri 18 ha superato per la prima volta tale soglia. Attualmente sono quindi 371 Comuni su 2.202 ad avere una quota di abitazioni secondarie superiore al 20%
Nel 2012 il Popolo svizzero espresse la volontà di limitare la costruzione di abitazioni secondarie. La relativa legge federale (LASec) è entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2016, attuando l’articolo costituzionale (art. 75b Cost.). A seguito di questo provvedimento, tutti i Comuni sono stati chiamati a elaborare annualmente un inventario delle abitazioni, distinguendone le categorie in base alla destinazione d’uso.
Gli inventari delle abitazioni sono pubblicati dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) ogni anno a fine marzo. Se un Comune presenta per la prima volta una quota di abitazioni secondarie superiore al 20%, l’ARE inviterà quest’ultimo e il relativo Cantone ad aggiornare la base di calcolo della quota di abitazioni secondarie entro 30 giorni.
Successivamente l’ARE deciderà se le regole restrittive della LASec si applicano al Comune in questione.

Gli ultimi dati pubblicati lo scorso 31 marzo 2020

Gli ultimi dati pubblicati dall’ARE mostrano che nel 2020, ben 18 Comuni hanno superato il 20%:
- Ried-Brig (VS);
- Sainte-Croix (VD);
- Walenstadt (SG);
- Frutigen (BE)
- Walzenhausen (AR);
- Cormoret (BE);
- Oberwil im Simmental (BE);
- Rennaz (VD);
- Giez (VD);
- Thusis (GR);
- La Brévine (NE);
- Wald (AR);
- Movelier (JU);
- Porza (TI);
- Bougy-Villars (VD);
- Mont-Tramelan (BE);
- La Praz (VD);
- Villarsel-sur-Marly (FR)

Mentre, gli 8 Comuni che si sono qualificati al di sotto della quota del 20% sono:
- Sorvilier (BE);
- Gsteigwiler (BE);
- Bitsch (VS);
- Scharans (GR);
- San Vittore (GR);
- Fahy (JU);
- Sembrancher (VS);
- Niedergesteln (VS).

Dunque, il numero totale di Comuni (371) che presenta una quota di abitazioni secondarie superiore al 20% è leggermente aumentato rispetto al 2018 (359).
Un motivo all'origine di questa crescita è da ricondurre all'introduzione di un meccanismo automatico di verifica che permette di rilevare in modo più preciso le abitazioni vuote e ulteriori abitazioni che appartengono alla medesima economia domestica.
In fase di una valutazione immobiliare orientata alla vendita della proprietà stimata, risulta pertanto fondamentale avere chiare e precise informazioni in merito al possibile utilizzo della medesima. In taluni casi, l’informazione relativa a un immobile con utilizzo primario o secondario incide notevolmente sui valori, in quanto il mercato immobiliare risulta sensibile alla tematica. Per questo è fondamentale affidarsi ad un esperto valutatore professionista.

Residenze secondarie ticinesi: sorvegliate speciali in tempi di Coronavirus

In questi ultimi giorni poi, vista l’emergenza sanitaria in corso, i sindaci del Malcantone hanno richiesto un fermo agli accessi da parte dei proprietari di case secondarie, temendo il tradizionale esodo pasquale.
Si tratta di una misura che si è resa sicuramente necessaria per tentare di arginare la diffusione dell’epidemia, evitando di provocare un ulteriore sovraccarico sulle strutture sanitarie ticinesi.
A conferma di ciò, grazie a un recente aggiornamento dei dati pubblicati nel nostro ProperTI Market Study, il Report dedicato al mercato immobiliare ticinese, segnaliamo un elevatissimo numero di Comuni ticinesi che superano la soglia del 20%.
I dati pubblicati dall’ARE, in questa particolare situazione, si sono rivelati un’ulteriore conferma dell’esigenza di intervenire al fine di tutelare la salute dei residenti ticinesi, a fronte dell’elevato numero di villeggianti che tradizionalmente caratterizzano queste località.



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