Illuminazione

Come scegliere
le lampadine a led

Come scegliere <br />le lampadine a led
Una serie di parametri utili a guidare coloro che optano – e sono sempre di più – per questo oggetto che garantisce risparmio, efficienza ed eleganza

Come scegliere
le lampadine a led

Una serie di parametri utili a guidare coloro che optano – e sono sempre di più – per questo oggetto che garantisce risparmio, efficienza ed eleganza

Come scegliere <br />le lampadine a led
Con le luci a led il risparmio energetico è assicurato

Come scegliere
le lampadine a led

Con le luci a led il risparmio energetico è assicurato

Arte, utilità e risparmio energetico si fondono nei led, lampade che diventano sempre più protagoniste dell’illuminazione domestica e che si prestano a molteplici forme e declinazioni cromatiche. E se il design di questi oggetti offre davvero un’ampia scelta da fare in base ai gusti personali e allo stile d’arredamento, dal punto di vista pratico è bene considerare alcuni parametri al momento dell’acquisto.

A partire dai lumen, da confrontare con i vecchi watt che generalmente sono ancora indicati nelle confezioni. Bisogna tenere presente che per ottenere la stessa quantità di luce espressa in watt, nel caso delle lampadine a led è sufficiente una quantità estremamente inferiore. Per questo – insieme alla lunga durata, all’assenza di mercurio e all’accensione immediata – il risparmio energetico è notevole.

Un altro elemento da considerare è la forma (insieme alla dimensione) del bulbo. Anche relativamente a questo aspetto le varianti sono davvero molte, ma a parità di quantità di luce emessa le dimensioni potrebbero cambiare, ecco perché è opportuno valutare l’ingombro massimo al fine di verificare se sarà possibile applicarla. Per quanto riguarda gli attacchi, quelli più comuni sono l’E27 a vite grande e l’E14 a misura ridotta. Gli attacchi speciali o lineari, sempre più potenti e in miniatura, costituiscono invece un’ottima alternativa alle lampade alogene ancora in commercio.

C’è poi la questione della tonalità di luce, nota anche come la “temperatura colore”, che viene misurata in gradi Kelvin. Può andare dal bianco caldo (2700 K) al bianco freddo (6.500 K): nel primo caso la tonalità può essere associata alle vecchie lampadine a incandescenza, nel secondo a una luce che favorisce la concentrazione, più simile a quella naturale. Da valutare anche l’indice di resa cromatica (CRI), soprattutto in un’ottica “d’ufficio”: per chi svolge del lavoro in casa, infatti, è importante scegliere una luce che contribuisca ad affaticare meno la vista. Un’alta percentuale di CRI (da un Ra80 al Ra90) è l’ideale in questo senso.

Dopo queste indicazioni di carattere tecnico, un ultimo risvolto da considerare è quello “logistico”. Le luci direzionabili, ad esempio, possono essere posizionate in diversi punti – dai controsoffitti alle pareti – creando accenti di luce in grado di valorizzare oggetti o perché no, i mobili. La luce può, dunque, diventare un vero e proprio elemento d’arredo, a maggior ragione se si opta per i cosiddetti strip led, strisce flessibili che possono essere disposte nei pressi del mobilio per esaltarne le caratteristiche.

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