La tendenza

«Costruisci il palazzo,
riduci il consumo»

«Costruisci il palazzo, <br />riduci il consumo»
Yari Cecere, giovane imprenditore inserito da Forbes nella lista dei selezionati «30 Under 30 Europe»

«Costruisci il palazzo,
riduci il consumo»

Yari Cecere, giovane imprenditore inserito da Forbes nella lista dei selezionati «30 Under 30 Europe»

Una nuova tendenza nel mondo immobiliare è data dalle costruzioni ecosostenibili: palazzi e abitazioni realizzati con sistemi che prevedono ridotti consumi energetici.
Il settore residenziale è uno tra quelli con un maggior impatto ambientale, sopratutto se collegato alla produzione di rifiuti, costruzioni in cemento, utilizzo di risorse primarie, rumore paesaggistico.
Inevitabile oggi è cercare soluzioni alternative che devono, necessariamente, trovare risposte a un problema evidente e che deve essere preso in considerazione.
Notevoli sono i progetti nel mercato dello sviluppo immobiliare ecosostenibile che puntano alla rigenerazione urbana: ecco lo sviluppo di complessi residenziali che pongono al centro il benessere delle famiglie, la tutela del pianeta e che riescono ad offrire un’inedita esperienza di personalizzazione della propria casa.
Lo scopo del «green buildings» è quello di non danneggiare l’ambiente, riducendo in maniera significativa, o eliminando, l’impatto negativo degli edifici sull’ambiente e sugli occupanti la costruzione, armonizzandosi con il contesto.

Per capire meglio il fenomeno in atto abbiamo chiesto il punto di vista a Yari Cecere, un giovane imprenditore che nell’immobiliare green ha creduto fermamente. Il suo nome è venuto recentemente alla ribalta quando, grazie alle sue idee innovative e rivoluzionarie, è stato inserito dalla prestigiosa rivista Forbes nella lista dei selezionati «30 Under 30 Europe».

«Costruisci il palazzo, <br />riduci il consumo»

Quanto è importante oggi costruire «green»?
«Per capire l’importanza del costruire “green” basti pensare che poco meno della metà delle emissioni di CO2 prodotte in atmosfera da ogni abitante provengono dalla gestione degli immobili, in maniera significativa nel periodo invernale per il riscaldamento. Questo ci fa capire quanto, noi operatori del settore dello sviluppo immobiliare, possiamo essere responsabili per il nostro futuro e per le prossime generazioni. Disponiamo di tutti i i mezzi e le conoscenze per contrastare il fenomeno dell’aumento dell’emissione di CO2 in atmosfera»

Molti dicono che realizzare immobili ecosostenibili costa moltissimo. È vero?
«Tendenzialmente è così. Eliminare i ponti termici e adottare impianti ad alta efficienza energetica può fare lievitare il costo di produzione in maniera esponenziale. Ritengo però che con una buona progettazione miticolosa alla base e intense ricerche di mercato, i costi possono essere abbattuti notevolmente. Le innovazioni di prodotto alle volte possono addirittura ridurre i costi complessivi di produzioni e migliorare la qualità del prodotto. L’importante è non fermarsi nella ricerca. Il mercato, anche a seguito del Covid-19 e dell’isolamento, sta cominciando a comprendere i benefici di un prodotto di qualità e ad alta efficienza energetica rispetto alle abitazioni tradizionali. Questo permette a noi imprenditori del settore, di farsi riconoscere quella differenza di prezzo in più che ripaga i maggior costi di costruzione. Bisogna sapere comunicare al mercato i benefici che i prodotti ad alta efficienza energetica possono garantire negli anni, altrimenti il valore si perderà e noi non saremo remunerati dei maggior costi sostenuti».

Le aziende ed i fornitori che operano nel settore sono preparate a questo tipo di nuovo mercato?
«Per operare in questo mercato le aziende di sviluppo immobiliari necessitano di una struttura organizzativa altamente managerializzata. In Italia, ad esempio, c’è prevalenza di piccole e medie imprese a conduzione familiare e molto spesso hanno difficoltà a riadattarsi ai cambiamenti che il mercato richiede. Poche sono le realtà che sono riuscite, dopo la crisi immobiliare, a sopravvivere in questo mercato, a causa di una “selezione naturale”. Oggi queste aziende stanno provando ad innovare i loro prodotti in chiave green per soddisfare a pieno il mercato. Alcuni ci stanno riuscendo, altri usciranno dal mercato».

Come vede il futuro del costruttore in modo tradizionale?
Il costruttore tradizionale nel passato operava basando le sue scelte semplicemente sull’istinto. Bastava avere fiuto imprenditoriale. Oggi non è cosi. Oggi il mercato è drasticamente cambiato. Non è più orientato alla produzione ma pienamente al marketing. Il cliente è più preparato, legge, studia e ricerca caratteristiche che possono fare la differenza rispetto ad altra costruzione ed incidere quindi sul suo benessere abitativo. Oggi si è passati dalla costruzione ... alla produzione. Significa che il “costruttore tradizionale” è solo una delle tante divisioni del developer immobiliare.

Cosa c’è ancora da migliorare? Sarebbe auspicabile un totale cambio di rotta?
Credo fermamente che bisogna divulgare la conoscenza. Promuovere campagne di sensibilizzazione, a partire da noi giovani, all’uso ottimale della casa Green e a tenere comportamenti tesi all’ecosostenibilità.

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