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Il segmento residenziale
reagisce alla pandemia

Il segmento residenziale <br />reagisce alla pandemia
Le previsioni del mercato immobiliare 2020 sono state in parte sovvertite dalla pandemia

Il segmento residenziale
reagisce alla pandemia

Le previsioni del mercato immobiliare 2020 sono state in parte sovvertite dalla pandemia

Si temevano importanti ripercussioni sul mercato immobiliare, dovute alla pandemia di Covid-19, tuttavia la riduzione dell’immigrazione e il calo della fiducia dei consumatori hanno avuto un impatto minore rispetto alle previsioni. Dal nostro studio di mercato ProperTI Market Study 2021 si evince che in Ticino la domanda di appartamenti di proprietà e case unifamiliari sta tuttora aumentando, mentre quella per appartamenti in affitto sta subendo un moderato indebolimento con una differenziazione per regioni. Sul fronte dell’offerta residenziale, considerando l’elevato numero di nuove costruzioni recentemente terminate e di cantieri ancora in corso, gli effetti del rallentamento dell’attività edilizia si stanno verificando più lentamente in Ticino rispetto al resto della Svizzera. A ragion di ciò, nonostante il rafforzamento della domanda, si prospetta ancora una prima fase di crescita delle superfici sfitte per quanto riguarda il mercato degli appartamenti in affitto.

L’eccesso di offerta che si è sviluppato nel corso degli anni sul mercato degli appartamenti in affitto è dovuto non solo all’elevato volume edilizio, ma anche, e soprattutto, al fatto che la sua distribuzione spaziale non fosse in linea con la domanda. A questo proposito, abbiamo osservato alcuni cambiamenti importanti nella struttura della domanda dovuti alla convivenza forzata con il virus: si domandano superfici maggiori e gli spazi verdi sono diventati una priorità assoluta. A ciò si aggiunge l’home office che ha contribuito gradualmente allo spostamento della domanda verso zone periferiche in cui vi sono livelli di prezzi più accessibili, ma anche al rilancio delle seconde case. Parliamo di un fenomeno temporaneo, destinato a rallentare con la diffusione dei vaccini e il ritorno verso i centri, negli uffici e nei negozi.

Guardiamo ora ai dati registrati lo scorso anno, nel primo semestre del 2020 il numero delle transazioni immobiliari ha registrato un calo del - 8.9% rispetto allo stesso periodo nel 2019. Da giugno a dicembre 2020 si è assistito, invece, ad una ripresa progressiva, che ha determinato una variazione percentuale positiva (pari a +17.8% rispetto al 2019). Nel complesso considerando l’intero anno osserviamo una variazione positiva del +4.5% rispetto al 2019. Da ciò si evidenzia che il secondo semestre ha compensato il primo. Nonostante l’iniziale calo di transazioni, i valori nominali dei valori transati (espressi in 1000 di franchi) non si sono discostati al ribasso in maniera significativa, anzi, nell’ultimo quadrimestre del 2020 segnaliamo un aumento considerevole. Questa osservazione conferma l’aumento di prezzi di cui tanto si è parlato nei notiziari e giornali. Guardando al futuro, grazie alla somministrazione dei vaccini, gli effetti diretti della pandemia dovrebbero affievolirsi nel giro dei prossimi mesi, eliminando le restrizioni sull’uso degli immobili e incrementando di conseguenza i redditi da locazione.

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