Gli spunti

La cucina si colora
ispirandosi all’arte

La cucina si colora <br />ispirandosi all’arte
Questo ambiente è perfetto per osare con tonalità originali, che rispecchino sia la propria personalità che lo stile che si vuole dare alla stanza

La cucina si colora
ispirandosi all’arte

Questo ambiente è perfetto per osare con tonalità originali, che rispecchino sia la propria personalità che lo stile che si vuole dare alla stanza

La cucina è forse uno degli ambienti domestici più facile da reinterpretare sia a livello cromatico che di design. Il motivo è semplice: non deve adeguarsi tanto ai gusti degli ospiti, ma soprattutto ai propri, perché ambiente frequentato per lo più dalla famiglia.

Se, quindi, la cucina diventa una vera e propria «tela bianca» quando la si vuole rinnovare, come si fa a colorarla nel modo più elegante e funzionale possibile? Il bello di questo ambiente è che si può osare, diventando artisti azzardati e quasi visionari. Il colore, infatti, è in grado di caratterizzare gli spazi: l’occhio si ipnotizza osservando le tonalità e il design degli arredi va a incorniciare ulteriormente la stanza che si veste così di modernità o di classicità, a seconda dei gusti.

La cucina si colora <br />ispirandosi all’arte

Per dare un’immagine mentale delle varie tipologie partiamo dall’uso del blu, il colore tanto amato dall’artista Yves Klein, a cui ci si potrebbe ispirare per il proprio arredo. Si tratta di una tinta importante, ma che allo stesso tempo regala relax e tranquillità. Si abbina bene a mobili e complementi dalle tonalità chiare, meglio se di colore bianco. E che dire del grigio? Non va immaginata come una nuance spenta, ma dalle sfumature eleganti, alle quali si possono abbinare arredi dalle cromie più vivaci per rendere più «frizzante» e meno sofisticata la stanza.

Bisogna avere una forte personalità e una grande sicurezza per scegliere di dipingere la cucina con il rosso, una delle tonalità più accese e anche difficili da abbinare quando si tratta di utilizzarla per le pareti domestiche. Si tratta di un colore che regala grande carica e dal sicuro impatto emotivo: vista la sua «importanza» cromatica si può scegliere di dipingere solo una parete con questa nuance a meno che, dopo il blu alla Yves Klein, non si decida di ispirarsi alla stanza rossa di Matisse.

Se, invece, il nostro animo artistico si avvicina di più alla sensibilità di Van Gogh allora le pareti della cucina dovrebbero essere gialle. Un colore, questo, che meglio interpreta la bellezza della luce, della festa e dell’allegria. A seconda delle dimensioni della stanza si può optare per una tonalità più sfumata (se l’ambiente è ampio) o limone (se è un po’ più discreto). A quest’ultima opzione si può abbinare il bianco, per riequilibrare la luce, o addirittura il nero per un azzardo ultra moderno.

Se la cucina punta a un’architettura tendente al classico la scelta più adeguata e semplice è infine il beige. Questa tonalità si adatta perfettamente alle diverse sfumature del legno dei mobili, regalando all’ambiente un’atmosfera calda, tranquilla e familiare.

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