Dietro le quinte

La giornata di
un artigiano ticinese

La giornata di <br />un artigiano ticinese
Organizzazione e competenza sono alla base di ogni attività professionale

La giornata di
un artigiano ticinese

Organizzazione e competenza sono alla base di ogni attività professionale

Tempi difficili per tutti, ma la voglia di fare, la maestria di chi ha fatto della capacità manuale un lavoro e la necessità di rimanere sempre attivi e professionali caratterizzano le giornate degli artigiani ticinesi.
In un epoca in cui il settore terziario fa spesso la parte del leone, sia come numero di persone impiegate che come introiti generati, è ancora più interessante riflettere su quelle professioni, spesso ingiustamente sottovalutate, che sono indispensabili per ognuno di noi. Provate a costruire una casa senza un muratore, a riparare il rubinetto che perde senza un idraulico, a installare nuovi serramenti senza un falegname o a sbloccare una serratura senza un fabbro. E allora, perché non seguire più da vicino una giornata tipica di un artigiano e capire meglio i suoi punti di forza? Ne abbiamo parlato con Luca Canobbio, direttore Pirmin Murer Falegnameria SA.

“La giornata di un artigiano ticinese comincia con l’organizzazione del lavoro che – anche in una piccola impresa – è essenziale per ottenere dei buoni risultati.” Inizia così il racconto del nostro interlocutore, che continua: “l’attività dell’artigiano può essere riassunta in poche parole: sono un artigiano, trovo oggi le soluzioni migliori a problemi sempre nuovi”. Canobbio ci tiene a sottolineare l’importanza della preparazione e della competenza necessari a vincere le piccole grandi sfide quotidiane con cui ogni lavoratore è confrontato.

Anche l’organizzazione è un aspetto fondamentale e il “buon” artigiano “si sveglia presto e arriva in bottega presto, se ieri ha fatto bene il suo lavoro stamattina il furgone è caricato e gli attrezzi sono al loro posto, così la giornata può iniziare. Nel nostro caso installiamo ogni giorno porte, finestre, gelosie, rolladen e sempre più spesso armadi, cucine, mobili bagno. Iniziare la giornata secondo i programmi è il modo che usiamo noi – senza parole – per dire al cliente che lo rispettiamo, che rispettiamo il suo tempo, siamo puntuali perché mettiamo il cliente al centro del nostro impegno.” Luca Canobbio su questo aspetto è categorico: il rispetto del cliente prima di tutto. “Rispettiamo i nostri clienti perché sono loro che ci danno ogni giorno la possibilità di fare il nostro lavoro, di fare quello che ci piace, di migliorare.”

L’artigianato vive, infatti, di contatti sul territorio e di passione per il proprio lavoro.
“Tra di noi l’artigiano che si distingue non è il più bravo, è quello che cerca di migliorarsi, è quello che si diverte lavorando, che mette passione in quello che fa. Come quel giorno in cui abbiamo ricevuto l’ordine del primo tavolo in rovere con resina e anziché fermarci, dubitare, ha vinto la voglia di fare meglio e in 3 settimane abbiamo consegnato il tavolo come voleva il cliente.” Ci spiega orgoglioso il direttore che conclude il suo racconto con un invito che ben si estende a tutte le professioni e a tutti gli aspetti della vita sociale: “L’aiuto reciproco è parte della giornata, non ci sentiamo delle isole e se siamo distanti costruiamo ponti, collaboriamo e ci aiutiamo a vicenda.”

Il mondo artigiano è dunque una ricchezza per tutti: per chi ci lavora e per chi usufruisce di queste conoscenze che, pur partendo da radici lontane, si evolvono e si rinnovano per restare al passo con i tempi.

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