Il punto

Mercato immobiliare
e l’effetto coronavirus

Mercato immobiliare <br />e l’effetto coronavirus
I pareri degli esperti a confronto. (Scatto di Camilla Mansini, Responsabile transazioni immobiliari presso Brülhart & Partners SA)

Mercato immobiliare
e l’effetto coronavirus

I pareri degli esperti a confronto. (Scatto di Camilla Mansini, Responsabile transazioni immobiliari presso Brülhart & Partners SA)

I mercati sono in sofferenza, piegati dal coronavirus e dai blocchi imposti al regolare svolgimento delle attività economiche, emanati dai singoli governi nel tentativo di limitare la diffusione del virus SARS-CoV-2. Le preoccupazioni sono tante; per questo vogliamo aiutarvi a capire quali scenari emergeranno, una volta passata l’emergenza.
Per fare ciò, abbiamo deciso di dar voce a stimati professionisti del settore immobiliare, in quanto riteniamo che la loro percezione, maturata con l’esperienza sul campo, sia un elemento di grande valore per arrivare a capire come si evolverà la particolare situazione che stiamo vivendo.
A questo proposito, abbiamo avuto il piacere di intervistare: Stefano Lappe, in rappresentanza degli esperti di compravendita immobiliare del segmento medio-alto; Matteo Lambertini esperto di amministrazione immobiliare e compravendita del segmento medio-alto; Davide Decio responsabile del settore valutazioni e consulenza immobiliare.


Tutti e tre i professionisti intervistati si trovano d’accordo sul fatto che questa situazione non possa essere paragonata alle crisi economiche moderne. In particolare, i due esperti di compravendita hanno condiviso con noi il racconto di alcuni aneddoti di inquilini e proprietari che si sono trovati a fronteggiare una situazione imprevista, mai vissuta prima. Senza ombra di dubbio, possiamo dire che ci troviamo ben oltre i problemi di mercato e i crolli della borsa verificatesi in passato, in quanto questa situazione sta colpendo i piccoli attori economici.
Prima del sopraggiungere della pandemia, il settore immobiliare svizzero denotava già problematiche legate a un’immigrazione stagnante, a un’elevata e continua edificazione e a un tasso di sfitto sempre più marcato.
A questo proposito, Stefano Lappe si dice convinto che per gli investitori il problema legato allo sfitto si manterrà e probabilmente continuerà ad accentuarsi. Al contempo Matteo Lambertini evidenzia che dopo aver sperimentato lo smart-working, molte aziende si saranno rese conto di poter rinunciare ad alcuni spazi e questo potrebbe portare a un ulteriore contrazione della domanda.


Passando poi alla previsione sull’andamento del mercato immobiliare abbiamo riscontrato le prime discordanze, seppur tutti i professionisti abbiano evidenziato la loro indole ottimistica.
Stefano Lappe si è detto convito che non appena l’economia si riprenderà, se si andrà a mettere un po’ di benzina sul fuoco, si ripartirà abbastanza forte. Questo perché la gente avrà bisogno di sfogarsi, come succede spesso dopo una crisi. Sicuramente si tenderà al risparmio, ma è bene tener conto anche di tutti gli imprenditori che stanno beneficiando di aiuti da parte dello Stato, e dei dipendenti che stanno ricevendo una retribuzione garantita al 100% o almeno all’80%.
Davide Decio si è dimostrato molto prudente e dal suo punto di vista, a fronte di bisogni di prima necessità, l’acquisto orientato all’immobile sarà considerato un «acquisto di lusso». Al contempo, tutti gli investitori che disporranno di una certa liquidità potranno beneficiare di occasioni che solo un mercato in crisi può fornire.
A ciò si aggiunge un’altra questione: Matteo Lambertini ha ricordato l’importanza di considerare gli effetti delle differenti misure che si stanno adottando in Svizzera a dipendenza dei Cantoni. A livello pratico, vi è il rischio concreto che un’azienda ticinese sottoposta alla chiusura o ad un regime ridotto possa perdere un cliente che si rivolgerà a una concorrente con sede in un cantone meno colpito dall’emergenza sanitaria.


In conclusione, qualsiasi siano i risvolti di questa emergenza sanitaria, per poter affrontare il futuro con maggiore consapevolezza, risulta fondamentale dimostrarsi pronti a cambiare gli schemi di lavoro a favore di modelli comportamentali in grado di tutelare la salute della popolazione.
Ringraziamo Stefano Lappe, Matteo Lambertini e Davide Decio per aver condiviso con noi queste interessanti considerazioni. Vi invitiamo a consultare le interviste integrali sul nostro sito https://www.bruelhart-partners.ch/ nella sezione News.

(Intervista a cura di Chiara Crestanello, Responsabile Marketing & Economic Research presso Brülhart & Partners SA).



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