I consigli

Vetri pulitissimi
in quattro punti

Vetri pulitissimi <br />in quattro punti
Spesso i vetri sembrano sporchi nonostante siano stati appena strofinati. Ma ci sono dei «trucchi» per evitare questo fenomeno

Vetri pulitissimi
in quattro punti

Spesso i vetri sembrano sporchi nonostante siano stati appena strofinati. Ma ci sono dei «trucchi» per evitare questo fenomeno

Pulire i vetri è tra i lavori domestici più noiosi e faticosi. Per qualche ragione, le finestre sembrano sempre sporche. Nonostante siano state strofinate a dovere, infatti, rimangono sulla superficie fastidiosi aloni e striature che rendono l’esperienza ancora più frustrante: «Dopo tanta fatica il risultato è questo?». Ma ottenere vetri perfetti è possibile (come riporta il sito di Coop Edile+Hobby): basta seguire passo dopo passo quattro regole «d’oro», che comprendono anche le classiche «soluzioni casalinghe» o «della nonna». Senza dimenticare che, a meno di non avere un Winbot, per avere vetri impeccabili ci vuole.... olio di gomito.

1. Detergenti e utensili giusti

La pulizia dei vetri non è un’operazione banale. È fondamentale dotarsi degli strumenti adeguati, altrimenti il risultato rischia di non essere soddisfacente. Quindi è importante avere, oltre ovviamente a sgrassante e detergente per vetri, una spazzola morbida, un aspiragocce, un panno che non lascia pelucchi e un panno in microfibra o una pelle di daino. I telai possono essere ripuliti con detergente universale delicato.

2. Un pizzico di «hackeraggio» (o anche: le soluzioni «della nonna»)

Le soluzioni casalinghe sono molto collaudate e decisamente apprezzate da un numero sempre maggiore di persone. Nonostante ciò, il consiglio da tenere bene a mente è quello di provare a «lavorare» su una piccola zona per verificare di non provocare danni. Non tutte le soluzioni potrebbero fare al caso vostro... il rischio «catastrofe» è sempre dietro l’angolo!

Al di là della dovuta avvertenza iniziale, è necessario sapere che la formazione degli inestetismi sui vetri è dovuta al calcare. Questi difetti possono essere rimossi anche sfruttando l’aceto o, meglio ancora, l’essenza di aceto. Una miscela tra detergente e questa sostanza, poi, vi permetterà di sfruttare le proprietà di entrambe.

Ma questa non è l’unica soluzione: infatti molti sostengono che il brillantante, in realtà concepito per le lavastoviglie, riduce la tensione superficiale dell’acqua e aiuta a eliminare i poco amati aloni dalle vostre finestre.

Anche tè nero e limone possono sostituire efficacemente i comuni detergenti. Perché? Oltre all’acido del limone, che «neutralizza» il calcare, i tannini del tè sciolgono grasso e nicotina, formando una «pellicola» che previene la formazione di nuovi depositi. La miscela ideale, secondo la ricetta «della nonna», prevede per cinque litri d’acqua due bustine di tè nero e il succo di un limone. In una tazza preparate il tè lasciando la bustina in infusione per 10 minuti. Versatelo quindi nell’acqua per pulire insieme al succo di limone.

3. Prima di iniziare

I preparativi sono importantissimi. E non c’è niente di meglio — per evitare che granelli di polvere e particelle di piante graffino i vetri — che procedere con un bel prelavaggio, passando la finestra con una spazzola morbida e rimuovendo lo sporco più grossolano con una spugna bagnata. Dopo questa operazione, sarà anche più semplice rimuovere le incrostazioni.

Ovviamente, prima di procedere con la pulizia vera e propria, è meglio passare i telai, altrimenti si rischia soltanto di distribuire lo sporco.

4. Entrano in scena tutti gli «strumenti»

Una volta compiuto questo fondamentale passaggio, è il momento di riempire un secchio d’acqua tiepida, aggiungendovi qualche goccia di detersivo e detergente per vetri, oppure un prodotto casalingo. Occorre ricordarsi di non eccedere con il detergente, dato che i suoi principi attivi possono sporcare i vetri.

È necessario riempire il flaconcino spray — quello con spugnetta integrata in dotazione con l’aspiragocce — con acqua tiepida e un detergente a scelta. Si pulisce poi la finestra con il tergivetro compiendo dei movimenti circolari. Quindi si passa l’aspiragocce sulla superficie facendolo scorrere in modo lento e regolare. Questo apparecchio evita che l’acqua goccioli, formando le famigerate striature. L’acqua sporca è rimossa grazie al sistema d’aspirazione elettrico.

Naturalmente è possibile pulire le finestre anche a mano: basta bagnare una spugna morbida, compiendo regolari movimenti circolari dall’alto verso il basso. Alla fine, risciacquare e rimuovere i residui d’acqua passando il lavavetri, in orizzontale (perché in verticale è più facile che si formino striature) e senza interruzioni, da un’estremità all’altra.

A questo punto, sulle zone ancora bagnate, si può passare il panno in microfibra, strofinandolo sul vetro fino a che non sarà asciutto. Solo così le finestre torneranno davvero a brillare. Per evitare che si formino aloni, è anche importante procedere con rapidità. Se ci sono ancora aloni, lucidare la superficie con un panno in microfibra o una pelle di daino, anche se il consiglio è quello di provare anche a usare una calza in nylon.

Extra: un occhio al tempo, meglio se non c’è il sole

Il meteo incide sull’esito della pulizia delle finestre. Se fa molto freddo, qualche goccia potrebbe ghiacciare durante le delicate operazioni e, tornando allo stato liquido, potrebbe formare aloni; ma è quando splende il sole che è più difficile pulire senza formare aloni, poiché l’acqua evapora prima che si arrivi a rimuoverla dalla superficie. Le giornate ideali per pulire le finestre sono quelle in cui non fa troppo freddo e il sole non batte sui vetri. Così è anche più facile individuare le tracce di sporco.

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