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Vuoi un terrario?
I passi da ricordare

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Anche un «pollice nero», con un po’ di pazienza e manualità, può dare vita con facilità a un giardino in miniatura

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I passi da ricordare

Anche un «pollice nero», con un po’ di pazienza e manualità, può dare vita con facilità a un giardino in miniatura

Basta un’occhiata per lasciarsi incantare dai terrari, deliziosi giardini in miniatura, del tutto autosufficienti e adatti anche a chi non ha il talento del cosiddetto «pollice nero». Di piante messe a dimora all’interno di un contenitore di vetro trasparente si cominciò a parlare nel primo Ottocento, quando il medico inglese appassionato di botanica N. B. Ward mise per caso una felce e un germoglio d’erba in una bottiglia di vetro in cui si trovava anche del terriccio e una crisalide di falena. All’interno di quella che venne poi conosciuta come la «teca di Ward» si venne a creare una leggera condensa sulle pareti: le piantine emettevano vapore acqueo che si accumulava sul vetro e poi ricadeva sul suolo, dando nutrimento alle radici.

Si viene così a creare un sistema autosufficiente in miniatura che richiede pochissime cure. Basta semplicemente posizionare il terrario in un ambiente luminoso, senza però esporlo alla luce diretta, e ruotare leggermente il vasetto, sempre nella stessa direzione: in questo modo è possibile distribuire in maniera omogenea l’umidità e favorire una crescita omogenea delle piantine. Due o tre leggere innaffiature all’anno si rivelano sufficienti. La temperatura ideale per mantenere il terrario in buona salute oscilla tra i 15 e i 27 gradi centigradi: basta semplicemente aprire il coperchio se nella stanza in cui viene riposto il barattolo si alza la colonnina di mercurio. In questo modo è possibile arieggiare il giardino in miniatura, rinfrescandolo. Il coperchio va aperto anche in un altro caso, quando la condensa diventa troppo abbondante.

Ricreare questo giardino in miniatura è facile. Per prima cosa è importante scegliere con accuratezza il contenitore: un barattolo in vetro, da chiudere con un tappo di sughero, si rivela perfetto. Sul fondo del vaso va quindi posizionato un sottile strato di pozzolana, ovvero roccia vulcanica da integrare con un ulteriore strato di ghiaia e una miscela di terra e sabbia. A questo punto arriva la parte migliore: la scelta delle piante da inserire all’interno del vaso. Per i terrari si rivelano perfetti ad esempio, la Fittonia, la Dracaena, la Echeveria, il Chlorophytum e le felci. Le piante da interno che prediligono l’ombra e sopportano bene l’umidità sono considerate le più adatte. Per rendere il terrario ancora più particolare vale la pena personalizzarlo seguendo i propri gusti. Esistono infatti terrari a tema spiaggia, arricchiti dall’aggiunta di conchiglie, o a tema foresta, con muschi, licheni e piccole pigne.

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