Com’è invecchiato Forrest Gump? Oggi c’è chi lo critica

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Uscita nelle sale statunitensi il 6 luglio 1994, la pellicola diretta da Robert Zemeckis ripercorre un periodo importante di storia americana

Com’è invecchiato Forrest Gump? Oggi c’è chi lo critica
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«Mamma diceva sempre: ‘‘La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita’’». È solo una delle iconiche frasi dell’indimenticabile Forrest Gump. Uscito nelle sale statunitensi il 6 luglio 1994, il film diretto da Robert Zemeckis compie oggi 27 anni. Ma anche dopo tutto questo tempo il cult vincitore di sei premi Oscar, tre Golden Globe, un BAFTA e tanti altri, continua a incantare.

La storia spazia su un periodo importante degli Stati Uniti d’America, dagli anni ‘50 agli anni ‘80: un’epoca segnata dalle rivoluzioni musicali, la guerra del Vietnam, i movimenti sociali e la crescita economica. Il protagonista Forrest, interpretato da Tom Hanks, vive intensamente e in prima linea ogni aspetto del periodo e questo nonostante la leggera disabilità intellettiva che lo affligge.

Una vita, mille incontri

Nella sua incredibile vita, Forrest incontra una serie di personaggi che hanno segnato l’epoca. Il primo è Elvis Presley, ospitato a casa Gump nei primi anni ‘50, quando ancora non era famoso. Ed è proprio da un Forrest bambino che The King «prende in prestito» l’iconico ballo.

Inizialmente costretto a portare dei tutori alle gambe per correggere una deviazione nella colonna vertebrale, Forrest scopre, una volta liberatosene, di essere un corridore velocissimo. È grazie a questa qualità che entra a far parte della squadra dell’Università dell’Alabama. Selezionato per l’All-American team, il «club» dei migliori giocatori nei college americani, Forrest viene invitato alla Casa Bianca dove fa la conoscenza di un altro personaggio importante: John F. Kennedy.

Dopo essersi laureato nel 1967, il giovane decide di arruolarsi nell’esercito. Qui fa amicizia con Benjamin «Bubba» Buford Blue, un afroamericano affetto da una disabilità intellettiva simile alla sua, con il quale stringe un patto: entrare nel business della pesca di gamberi una volta terminato il servizio. L’anno seguente i due vengono inviati in Vietnam.

Durante la guerra Forrest si distingue per il suo valore, mettendo in salvo, in un’imboscata, diversi commilitoni feriti (tra i quali anche il suo tenente, Dan Taylor), ma Bubba viene ucciso.

Raggiunto alle natiche da un proiettile, Forrest viene ricoverato in ospedale e qui, durante la convalescenza, impara a giocare a ping pong.

Tornato in America, Forrest viene premiato per le sue gesta dal presidente Lyndon B. Johnson: a quest’ultimo il soldato mostra in una scena divertente la ferita sulle natiche.

Divenuto un campione di ping pong, Gump viene inviato in Cina per un grande torneo in qualità di rappresentante dell’esercito statunitense. Di ritorno, Forrest conosce John Lennon al talk show di Dick Cavett. Memorabile, in inglese, l’interazione con il cantante britannico, che ricalca il testo della celebre «Imagine».

Più tardi Forrest incontra anche il presidente Nixon e causato involontariament lo scandalo Watergate, lo spinge alle dimissioni.

Gump imprenditore e giardiniere

Fuori dall’esercito, Forrest decide di tener fede al patto con Bubba, acquistando un peschereccio per gamberi. Raggiunto dal tenente Dan, che in battaglia aveva perso entrambe le gambe, e aiutato dal caso (le navi concorrenti vengono affondate da una tempesta) dà il via a una fiorente attività, la Bubba Gump Gamberi (Bubba Gump Shrimp Company, catena poi veramente nata negli USA). Divenuto miliardario grazie all’acquisto di quote della Apple, Forrest decide, dopo la morte della madre, di ritirarsi nella casa d’infanzia ed effettuare lavori di giardinaggio per la cittadina nella quale risiede.

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L’amore per Jenny

Tra commedia e dramma, a fare da fil rouge nell’incredibile serie di eventi è l’amore per l’amica d’infanzia Jenny. Allontanatisi una volta entrati in college, i due vivono esperienze molto differenti, ma i loro percorsi si intersecano più volte, in momenti chiave che segnano profondamente Forrest, il quale non smette mai di pensare a lei.

Quella lunga corsa

È proprio dopo una delusione d’amore che il film porta in scena una delle sequenze più famose: quella dell’infinita corsa di Forrest. «Quel giorno, non so proprio perché, decisi di andare a correre un po’», ci racconta la voce narrante di Tom Hanks. Partito da casa sua, Forrest non si ferma più: per più di tre anni corre attraverso gli Stati Uniti, percorrendola in lungo e in largo.

Non lo fa per un motivo particolare: «Avevo voglia di correre», dice Forrest. Ma la sua iniziativa ispira molti americani, tanto da creare una nutrito gruppo di sostenitori pronti a seguirlo ovunque.

Ed ecco le tappe del suo viaggio:

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Le critiche, tra Ku Klux Klan e anti-attivismo

Ma Forrest Gump non è tutto rose e fiori. La società cambia e così anche la percezione di alcune pellicole, specialmente le più datate. Tra gli aspetti oggi più criticati del film rientra il nome stesso del protagonista, ispirato a Nathan Bedford Forrest, tenente generale della cavalleria confederata e primo Grand Wizard del Ku Klux Klan. Cos’è venuto in mente alla madre? Perché scegliere questo nome per il figlio? La famiglia Gump è imparentata con il defunto tenente, spiega Forrest. E lei ha voluto dargli questo nome per ricordargli che «tutti, a volte, facciamo cose che beh, non hanno senso». Un giudizio fin troppo gentile su quanto compiuto dal controverso personaggio, fanno notare molti.

Altrettanto malvista è la posizione generale tenuta dal film nei confronti di attivisti, «hippy» e movimenti pacifisti e anti-razzismo: attraverso gli occhi di Forrest, queste realtà importanti vengono viste con la solita spensieratezza tipica del personaggio. Forse troppa leggerezza, dicono alcuni: simili momenti importanti per la storia degli Stati Uniti e i diritti in generale avrebbero meritato un approfondimento più serio.

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