Don’t Look Up: dove andrà a finire l’umanità di questo passo?

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L’attesissimo film è recentemente sbarcato sulla piattaforma streaming - Con la sua satira pungente, il regista Adam McKay lancia un messaggio a tutto il mondo: «Sveglia!»

Don’t Look Up: dove andrà a finire l’umanità di questo passo?
© Netflix/IMDb/Web

Don’t Look Up: dove andrà a finire l’umanità di questo passo?

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«L’estinzione dell’umanità? Fra sei mesi, quando una cometa colossale si schianterà sulla Terra». Immaginate di ricevere questa notizia, supportata con precisi e sicuri calcoli, da un gruppo di astronomi. Come reagireste? Incredulità? Rabbia? Tristezza? Accettazione? In una società sempre più virtuale, dove fake news e complottismi hanno spesso più seguito ed «appeal» dei dati scientificamente provati, a trionfare sarebbe probabilmente il cieco scetticismo. Una tendenza pericolosa: a ricordarcelo, con il film «Don’t Look Up» pubblicato un paio di giorni fa su Netflix, è il regista Adam McKay. Con una satira pungente e un cast stellare, l’originario di Denver ha voluto mandare un messaggio agli spettatori: «Sveglia!».

Stop ai sensi obnubilati

A lanciare l’allarme, nei primi minuti dell’attesissimo film, sono i personaggi interpretati da Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence: due scienziati accortisi dell’inevitabile impatto con un’asteroide che cancellerà dal nostro pianeta ogni forma di vita. Le (grottesche) reazioni a questa crisi da parte di governi, media, multinazionali e popolazione, sanno di déjà vu. Tanto che spopolano online, fra critici cinematografici e profani, i paragoni con la gestione dell’emergenza pandemica e di quella climatica. Confronto, quest’ultimo, sostenuto in modo chiaro su Facebook dallo stesso DiCaprio: «Forse non potremo fermare questa cometa, ma possiamo fermare questa crisi climatica». Una bacchettata sulle dita di attendismo e fatalismo, un invito a svegliarsi e reagire di fronte alle minacce incombenti.

Ma quanti Oscar?

A sostenere il messaggio, la presenza davanti alle telecamere e dietro le quinte di un personale davvero fuori dal comune: oltre allo stesso McKay, i premi Oscar che hanno lavorato al film sono diversi. Dai già citati DiCaprio e Lawrence a Mark Rylance, Cate Blanchett e Meryl Streep. Senza dimenticare Tyler Perry (Oscar premio umanitario 2021) o il direttore della fotografia Linus Sandgren (Oscar alla migliore Fotografia 2017). Molti gli altri volti noti (notissimi): Ariana Grande, Jonah Hill, Rob Morgan, Timothée Chalamet, Ron Perlman, per fare alcuni nomi. Un cast quasi troppo corposo per un film di 138 minuti, con alcuni personaggi che avrebbero forse meritato maggiore screen time.

La canzone cantata da Ariana Grande e Kid Cudi in Don’t Look Up: un invito ad alzare gli occhi e affrontare la minaccia.

La via della comicità

In un campo cinematografico, quello riguardante l’evento apocalittico, che per sua stessa natura è spesso serio (serioso?), per il suo film McCay ha voluto puntare su qualcosa di diverso: la comicità. Che sia in grado di far passare un avvertimento finora ignorato? Sarà il tempo a dirlo. Nel frattempo sul sito Rotten Tomatoes, aggregatore di recensioni, la pellicola ha sinora registrato il 56% di pareri positivi, con un voto medio di 6.2 su 10.

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