Il Medioevo di Ridley Scott ha il sapore del presente

Grande schermo

In «The Last Duel» il regista inglese racconta la rivalità tra due scudieri del re di Francia nel XIV, ma di mezzo c’è l’umiliazione e il coraggio di una donna

 Il Medioevo di Ridley Scott ha il sapore del presente
Adam Driver (a sinistra) e Matt Damon pronti a sfidarsi all’ultimo sangue. © THE WALT DISNEY COMPANY SWITZERLAND

Il Medioevo di Ridley Scott ha il sapore del presente

Adam Driver (a sinistra) e Matt Damon pronti a sfidarsi all’ultimo sangue. © THE WALT DISNEY COMPANY SWITZERLAND

Potrebbe essere presa per un’«operazione nostalgia» ma non lo è. The Last Duel, il nuovo film dell’ottantatreenne Ridley Scott, è piuttosto la conferma di un indiscutibile talento nel raccontare storie più grandi della realtà ma sempre con un occhio di riguardo nei confronti delle dinamiche che interessano il mondo di oggi. L’eco nostalgica nasce dall’assonanza tra questo titolo datato 2021 e quello dell’opera prima del regista inglese, I duellanti (The Duelists), che nel 1977 lo catapultò sotto l’occhio dei riflettori (vinse la Caméra d’or a Cannes) dopo un inizio di carriera nel campo della pubblicità e della televisione. Se in quel lungometraggio di oltre quarant’anni fa, interpretato da Keith Carradine e Harvey Keitel e tratto da un racconto di Joseph Conrad, il tema del duello è un tormentone...

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