L’indifferenza come forma di complicità

L’indifferenza come forma di complicità

L’indifferenza come forma di complicità

di FERRUCCIO DEL BORTOLI - Assuefarsi ai segnali di intolleranza equivale a incoraggiarli. Ci si indigna sempre di meno. È un'amara verità. E, volgendo lo sguardo altrove, si finisce per considerare la violenza contro le minoranze un dato incontrovertibile del mondo contemporaneo. Un po' come se fosse normale. «Che ci possiamo fare?» sembra essere la reazione più diffusa. Le coscienze però si appannano. Gli anticorpi di una società democratica si indeboliscono. La strage di Pittsburgh, sabato scorso, è stato il più grave attacco antisemita nella storia americana. Undici persone trucidate dal suprematista bianco Robert Bowers nella sinagoga Tree of Life. Altre sei ferite. Stavano solo pregando. In molti commenti e reazioni sembra prevalere la constatazione che l'antisemitismo sia parte inevitabile...

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