Un giardino per ricordare chi siamo

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Immagine d'archivio

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Di Carlo Silini - C'è da rimanere stupiti vedendo che di anno in anno la Giornata della memoria (che celebriamo oggi) ha sempre qualcosa di nuovo da raccontare. Certo, la madre di tutte le infamie, l'Olocausto, è appena dietro l'angolo della storia e ha mietuto troppe vittime per sfumare nel dimenticatoio. Tuttavia, per ragioni anagrafiche, di sopravvissuto in sopravvissuto, la generazione che l'ha provato sulla propria pelle va scomparendo. C'è da chiedersi che percezione ne avranno i nostri figli una volta spenta anche l'ultima voce dell'ultimo testimone dei fatti. C'è da domandarsi – salutati gli ultimi scampati alla barbarie nazista – fino a che punto le nuove generazioni si sentiranno travolte dall'orrore delle parole scandite a mezza voce da uomini e donne rugosi che ogni anno raccontano...

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