L'Opinione Paride Pelli

La svolta digitale del Corriere

Da oggi il sito del Corriere del Ticino è completamente rinnovato, nella forma e nei contenuti - Per scoprire tutte le novità leggi l’editoriale di Paride Pelli, direttore della Newsroom e responsabile di CdT.ch

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Il 3 dicembre 2018 è una data che al Corriere del Ticino abbiamo atteso con trepidazione. Perché segna una tappa di rinnovamento profondo nel nostro modo di fare giornalismo. Da oggi il nostro motto è «Digital first, smart print» – ci scusino i puristi se suona meglio in inglese rispetto al letterale e poco efficace «Prima il digitale, stampa intelligente» – e la nuova casa è la newsroom, un vasto spazio moderno e tecnologico appena ultimato nella sede centrale di Muzzano, all’interno del quale verrà favorito il confronto tra colleghi per promuovere la nascita di idee e iniziative.

Lo scopo è uno soltanto: migliorare ulteriormente il Corriere del Ticino, nelle due versioni online e cartacea, attraverso un modello di giornalismo che risponda alle abitudini dei lettori e a un mercato dei media in costante evoluzione.

Questo primo grande cambiamento lo si può osservare nell’immediato sul nostro portale cdt.ch, completamente rinnovato nella grafica, più accattivante e leggera, e soprattutto negli articoli e nel modo di proporli. Un sito che sarà il fulcro dell’informazione del Corriere del Ticino e che raddoppierà i contenuti rispetto al passato, restando fedele ai tratti distintivi che caratterizzano il nostro giornale e la sua straordinaria avventura iniziata nel lontano 1891: serietà, autorevolezza e indipendenza.

«Digital first, smart print» vuole dire proprio questo: pubblicare di più e meglio sul web – sfruttando gli arricchimenti multimediali, in particolare i video che saranno presenti in gran numero – e ripensare il giornale in chiave più brillante e articolata, per garantire quel giornalismo di qualità sempre più difficile da realizzare nell’epoca della fruizione mordi e fuggi delle notizie, del proliferare di social media e, a stretto giro, delle «fake news».

Da questo punto di vista, gli investimenti decisi dal Corriere del Ticino per rinnovarsi si inseriscono – senza lasciarsi trascinare dalla corrente, anzi con la volontà di mantenere ben salda la rotta – in un panorama molto difficile per l’editoria: diverse testate storiche sono scomparse a tutte le latitudini, la pubblicità registra un calo che ormai non si può più definire transitorio, gli abbonati resistono, specialmente in Svizzera, ma è un numero destinato lentamente a erodersi. Tutte ragioni che hanno convinto i vertici del Corriere del Ticino a intraprendere con ancora più determinazione e coraggio la via digitale e valorizzare ulteriormente la carta, consapevoli che la sfida sarà da un lato stimolante, dall’altro lunga e complessa.

Resta che il giornalismo di qualità costa, e non poco. C’è dunque un’altra novità che vogliamo segnalare ai nostri lettori in questo importante 3 dicembre 2018: l’introduzione di un «paywall» sul sito del Corriere del Ticino. In sostanza, i contenuti esclusivi (identificabili con una stella) saranno accessibili a pagamento, mentre le cosiddette «notizie di flusso» (gli aggiornamenti importanti dal territorio e dal mondo, i fatti di cronaca nella loro sostanza immediata, le segnalazioni di legge) resteranno in lettura gratuita.

In tutti i casi, niente paura: coloro che già possiedono un abbonamento di qualsiasi tipo al Corriere del Ticino potranno navigare senza restrizioni all’interno del rinnovato cdt.ch e dell’app CdT Live (quella con l’icona nera), inserendo semplicemente i propri dati d’accesso.

Chi incappasse, invece, nel nostro «paywall», avrà subito la possibilità di «scavalcarlo» con un investimento simbolico di appena un franco per il primo mese, garantendosi così sia l’edizione del giorno (e-paper) sia tutti i contenuti del sito. Da qui il nostro slogan «Sapere tanto, costa poco» (lo ritroverete spesso e volentieri sul portale). Una scelta, quella del «paywall», che rappresenta una novità nella Svizzera italiana ma non nel panorama mediatico internazionale, come testimoniano, con poche eccezioni, ormai tutte le testate generaliste. Il Corriere della Sera, quando lo introdusse quattro anni or sono, parlò non a caso di «scelta di mondo» in linea con quanto fatto in precedenza da quotidiani pionieri come il New York Times, che ad oggi ha abbondantemente superato la soglia del milione di abbonati digitali. Il Corriere del Ticino, con la misura che gli è propria, si immette nella scia. Gli obiettivi restano gli stessi: essere sempre più vicino ai lettori e al territorio – la recente apertura della redazione di Lugano al Quartiere Maghetti è un primo segnale in questo senso – e rimanere un presidio e un punto di riferimento per quanto riguarda il giornalismo attendibile e affidabile, senza per questo escludere differenti letture della realtà.

Da oggi, dunque, il Corriere del Ticino cambia, con tanto entusiasmo e nella consapevolezza che restare fermi sarebbe stato più rischioso che iniziare un nuovo cammino.

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