Svizzera-UE Giovanni Galli

Accordo quadro, un giusto epilogo senza fare drammi

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La decisione di staccare finalmente la spina è tanto inevitabile quanto giusta. L’accordo quadro era clinicamente morto da parecchio tempo. Le condizioni per condurlo in porto non sono mai esistite. L’unica incognita era solo capire chi ne avrebbe decretato il decesso: il Consiglio federale, il Parlamento o il popolo. Il progetto si è fermato al primo stadio, ed è bene che sia così. Senza drammi. Meglio nessun accordo che un cattivo accordo. Si continua lungo la via maestra dei bilaterali, aperta al mercato dell’Unione europea. È probabile che ci sarà un prezzo da pagare, sotto forma di ritorsioni e di mancate opportunità. Ma si parte da una base economicamente e socialmente solida. E soprattutto, si conserva la piena facoltà di decidere che cosa fare in casa propria. Si sapeva benissimo che...

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