Il commento Carlo Silini

Andare in giro senza fili o senza testa?

Dal ritiro nella natura per scoprire se stessi alla permanente immersione della testa nel telefonino

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Gli antichi romani sognavano il buen retiro dall’urbe alle campagne laziali per veder crescere l’insalata con calma. È nel suo orto che gli emissari di Roma trovarono Cincinnato nel V secolo a. C., quando lo prelevarono per chiedergli di guidare l’esercito contro gli Equi. Ed è sempre lì che l’eroe tornò dopo aver sconfitto il nemico (un aneddoto di cui si sente l’eco nel film “Il gladiatore” di Ridley Scott).

La spinta a ritirarsi e a volte ad accasarsi tra le forze primigenie della Terra (in campagna, in montagna, sul lago o al mare) sconfina in genere con l’esigenza di armonizzare il corpo con i ritmi spontanei del mondo, di prendere contatto con le profondità del proprio essere o, nel caso dei credenti, dell’Essere supremo.

«Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando...

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