L’editoriale Gianni Righinetti

C’è voglia di normalità, ma domina la fragilità

L’editoriale di Gianni Righinetti: il coronavirus ieri e oggi

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Sono ormai trascorsi quattro mesi da quel weekend di metà marzo che aveva visto le autorità chiudere il Ticino: serrande abbassate sui commerci, sedie e tavoli dei bar e dei ristoranti desolatamente accatastati, attività economiche drasticamente rallentate e scuole chiuse. Un Ticino surreale con strade deserte, piazze vuote e tutti tappati in casa, salvo rare eccezioni. Il nostro cantone stava entrando nel periodo più cupo della pandemia da coronavirus, con cliniche e ospedali messi sotto pressione dall’importante progressione di casi positivi. Ammettiamolo, a ripensarci oggi mette ancora i brividi perché quelli erano giorni di tensione e di paura, per noi e per i nostri cari anche per effetto dell’impennata della curva dei decessi. Un’emergenza che ha messo tutti in difficoltà, ma anche contraddistinta...

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