L’editoriale Carlo Silini

Chiasso, un piccolo mondo a parte

Resta un nodo ferroviario strategico, ma non è più la regina dei palazzi art nouveau e - come la Leventina del dopo-tunnel di base del San Gottardo - deve reinventarsi

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Non vengo da lì, ma amo Chiasso. I chiassesi capiscono, gli altri raramente. La cittadina di confine nasconde con cura le proprie amenità. È equamente suddivisa tra metallo e cemento, un agglomerato costruito attorno a chilometri di binari che si sviluppano più in largo che in lungo, vestigia dello snodo di importanza europea di qualche decennio fa. Sembra una grande «ex», dopo che AlpTransit l’ha tagliata fuori dai giochi che contano (l’ultima fermata a sud è quella di Lugano). Ma le FFS stanno investendo 245 milioni per scalo merci e stazione passeggeri, e quindi la cittadina continua a mantenere la sua rilevanza strategica. In un qualche modo l’estremo Nord alpino e l’estremo Sud collinare del Ticino sono mondi che devono reinventarsi. Nel 2016 l’inaugurazione della galleria di base del...

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