Il commento Carlo Silini

Cosa possiamo fare per gli afghani

Se non possiamo determinare una politica di accoglienza dei nuovi fuggiaschi, dovremmo almeno tenerci quelli che sono già in Svizzera

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Cinquecentomila. Secondo l’organismo dell’ONU che si occupa di rifugiati, almeno mezzo milione di profughi si riverserà dall’Afghanistan sul resto del mondo entro la fine dell’anno. O almeno ci proverà. E così, oltre a quella del coronavirus, c’è un’altra ondata che mette in ansia il pianeta, quella dei fuggiaschi di Kabul, Kandahar, Herat, Mazar-i Sharif e zone limitrofe.

Forse non siamo alla vigilia di una nuova crisi dei migranti come nel 2015 dopo l’inizio della guerra in Siria. I profughi afghani che arrivano da noi, infatti, per “tradizione”, sono “pochi”. “Dei 2,5 milioni di rifugiati afghani registrati dall’UNHCR, la stragrande maggioranza si trova nei Paesi limitrofi (prevalentemente in Pakistan e in Iran). Solo circa 400.000 di loro, il 16%, ha ricevuto protezione in Paesi europei”,...

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