La crisi libica mette in evidenza due approcci radicalmente diversi. Uno crudele e concreto, dei governi extraeuropei che lì si contendono la leadership politica regionale, ed il primato religioso sunnita: Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti da una parte, contro Turchia e Qatar dall’altra. L’altro, europeo, confuso e scoordinato che scivola invece sul piano inclinato della farsa, con una competizione fra tre attori, Regno Unito, Italia e Francia, incapaci di concertare fra loro una posizione comune e apertamente in conflitto gli uni contro gli altri.

A Londra la Brexit è divenuta una priorità che non lascia spazio ad altri sforzi in politica estera, quindi si è scelto il semplice allineamento alle decisioni ONU. Parigi e Roma invece, ancora convinte del loro ruolo determinante nella...

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