L’editoriale Paolo Galli

Da un’età all’altra nel segno del vaccino

Il commento di Paolo Galli a un anno dal via dato in Svizzera alla campagna di vaccinazione

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Sono passati dodici mesi, e in un certo senso fatichiamo a ricordarci chi fossimo, allora. Cosa fosse la società confrontata al coronavirus, quando ancora era priva dell’arma più efficace per respingerlo. Il vaccino. Lo abbiamo atteso, ricevuto, discusso. Ci siamo incredibilmente divisi attorno a esso. Pro e contro. Lo abbiamo reso un simbolo, il simbolo controverso di questa nostra epoca. Il simbolo di una scienza che ha scoperto di non essere sempre, in ogni casa, la benvenuta.

Tornando al 4 gennaio dello scorso anno, spulciando tra le interviste fatte quel giorno, a colpirci oggi è questa risposta: «Oggi è un giorno di speranza. Tutti dovrebbero farlo, è fondamentale. Si tratta di un atto d’amore nei confronti di chi ci circonda e un atto di fede nei confronti della scienza». A parlare era...

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