Il commento Flavio Viglezio

Djokovic: campione in campo, non sempre nella vita

Impazza la polemica sul caso del numero 1 del tennis, che in una camera d’albergo nei pressi dell’aeroporto di Tullamarine aspetta una decisione sulla possibile espulsione dall’Australia - Il commento di Flavio Viglezio

Image

La polemica impazza. Sui social media è già stato ribattezzato Novax Djokovic, o Novak Djokovid. Chi cerca di difenderlo viene subissato di critiche, sfottò irriverenti, insulti davvero poco eleganti. Lui, intanto, il tennista serbo numero 1 della classifica mondiale, attende il suo destino – che verrà deciso solo lunedì - in una camera d’albergo nei pressi dell’aeroporto di Tullamarine. Un complesso che ospita solitamente i richiedenti d’asilo, lontano anni luce dalle dorate suite a cui Nole è abituato. Si sente umiliato e discriminato, Djokovic, e si è subito rivolto ai suoi avvocati: contro la decisione di espulsione dall’Australia è stato inoltrato un ricorso.

L’Australia lo sta trattando come un normalissimo cittadino del mondo e dalla lontana Serbia – addirittura per bocca del presidente...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Commenti
  • 1
    Taca la bala

    Gianni, l’amico degli africani

    Gli stratagemmi di Infantino per assicurarsi un numero importante di delegati in vista di una sua rielezione nel Congresso FIFA 2023

  • 2
  • 3
    L’editoriale

    Un problema di modi, metodo e idee

    Dal no al «superamento dei livelli» a scuola all’immobilismo della politica - L’editoriale del vicedirettore Gianni Righinetti

  • 4
    IL COMMENTO

    Lo sguardo che ti inchioda di Czeslawa

    Oggi è il giorno della Memoria – Per Prisca Dindo, le gite scolastiche nei luoghi del Male dovrebbero essere obbligatorie – Ecco il racconto del suo viaggio ad Auschwitz e Birkenau

  • 5
    L’editoriale

    Quei capitomboli verso l’orrore

    Nel Giorno della memoria si moltiplicano le iniziative per non dimenticare - Il rischio, di fronte a così tanti eventi, è l’assuefazione - Ma per evitare gli errori di un tempo dobbiamo imporci di capire (e di soffrire)

  • 1