Il commento Alberto Cerruti

È morto Maradona, ma per me è morto Diego

Il ricordo di Alberto Cerruti, storica penna della «Gazzetta» che conobbe il calciatore ma anche e soprattutto l’uomo

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È morto Maradona, ma per me è morto Diego. Diego e basta, perché non aveva soprannomi e soprattutto non aveva ancora vinto nulla quando l’ho conosciuto al telefono il 3 febbraio 1983 e giocava nel Barcellona. Sì, al telefono, grazie al suo capitano Daniel Passarella, che gli aveva detto di fidarsi di me, per rilasciare la prima intervista dopo il suo isolamento in casa per colpa dell’epatite virale. A riposo forzato da settimane, Maradona parlò di tutto e tra le tante frasi mi colpì un’involontaria profezia, perché quando gli chiesi in quale squadra gli sarebbe piaciuto giocare in Italia rispose testualmente: «Il Napoli, perché c’è il mio amico Ramon Diaz». La «Gazzetta» gli dedicò tutta la prima pagina e guarda caso, un anno dopo, quando si consumò la rottura con il Barcellona si incominciò...

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