Calcio & Pepe Massimo Solari

Granit Xhaka e il Maurizio Costanzo Show

Il nostro inviato Massimo Solari, forse sopraffatto da gricia, carbonara e via discorrendo, si è immaginato un dialogo fra il capitano della nazionale rossocrociata e il nuovo consulente di comunicazione della «Magica»

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Ma siamo sicuri che Roma, per Granit Xhaka, sia la destinazione ideale? In passato, il ragazzo ha avuto qualche problemino con i supporter dell’Arsenal. E, più in generale, con la pressione esercitata dai tifosi sui social media. Lungi da noi sorvolare sulle minacce, anche pesanti, ricevute dal capitano rossocrociato. Però, ecco, vestire la maglia giallorossa implica – come dire – un certo seguito mediatico e popolare. E ve lo immaginate, il giocatore, che dopo tre mesi in giallorosso se ne esce con un’evoluzione della precedente denuncia? «Chi abusa delle radio romaniste uccide il calcio». Ahò, anvedi questo. Con tanti cari saluti all’affetto della gente.

Detto che i Gunners si sono opposti al trasferimento del centrocampista elvetico, nelle scorse settimane è forse passata sotto traccia la soluzione escogitata dal club. Importante tanto quanto l’arrivo di José Mourinho sulla panchina per convincere Xhaka a cambiare casacca. «Granì, vié qua! E tatte bbono». No, non crediamo sia un caso la nomina di Maurizio Costanzo a consulente per le strategie di comunicazione della società giallorossa. Il celebre giornalista e conduttore, 82 anni e grande sostenitore de a maggica, ha già chiarito le sue intenzioni: «Darò il mio contributo per spiegare bene Roma e i romani e per cercare di ricostruire il clima di amore con i tifosi verso il club». Giustappunto.

Via, dunque, d’ipotetico confronto tra i due. Granit: «I’m sorry, entschuldigung mister Costanz. Was für eine Bedeutung hat AS Roma für di Römer?». Maurizio: «Non t’attardà a parlà tedesco. Piuttosto dimmi. Si pronuncia Tatta o Tatta?». Granit: «Dzaka oder Jakka». Maurizio: «Tatta. Granì Tatta, che ho detto? Tatta tatte bbono, te lo ripeto. Sei Tatta mica Totti. Ah Marì, che te serve uno bionno a Uomini e Donne?». Fine del dialogo e naufragio annunciato.

Che poi, nella capitale, l’eventuale arrivo del centrocampista della Svizzera è stato accolto in modo tiepido. «Prima voglio vederlo giocare, poi deciderò se applaudirlo e apprezzarlo» ci ha detto un tassista. Giallorosso come la maggioranza dei colleghi in centro. «Quelli laziali stanno fuori. Sono più burinotti». Bene. Abbiamo rilanciato con lo Special One, autentico colpaccio della proprietà Friedkin. «Beh, immagino e spero che abbia ottenuto determinate garanzie» ha osservato il nostro autista. Per poi aggiungere: «Ma alla fine, tutti questi forestieri, dai capi, all’allenatore, ai giocatori, stanno facendo la differenza? Guardi, a noi tassisti gli unici stranieri che interessano sono i turisti. Mancano da troppo tempo». L’Europeo, in questo senso, rappresenta un lumicino di speranza. L’inizio di una ripartenza per una città che – in tempi normali – deve il 15% del suo PIL proprio al turismo. Noi, per quanto possibile, abbiamo cercato di dare una mano al settore. Infilando nel giro di due giorni il solo triplete che conta veramente: gricia, carbonara, cacio e pepe.

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