Da mesi la politica e l’economia del mondo sono ostaggi del diluvio di tweet che emanano dal telefonino presidenziale. Se oggi leggiamo che l’accordo commerciale con la Cina è prossimo alla conclusione, è quasi certo che domani la disputa commerciale si inasprirà. Dietro questa cortina di annunci volutamente incoerenti emerge una strategia negoziale aggressiva, che tende a sfiancare gli avversari. A ciascuno di essi, siano Cina, Europa o Iran, viene offerta periodicamente una piccola tregua per evitare l’isolamento totale degli Stati Uniti e soprattutto per far balenare i vantaggi che un eventuale accordo comporterebbe. Gli accordi restano tuttavia lontani, perché Trump vuole modificare tutti gli equilibri emersi negli ultimi decenni, quando gli Stati Uniti accettavano spesso onerosi accordi...

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