La guglia di Notre-Dame che si spezza, avvolta tra le fiamme, rimarrà nella nostra memoria come una ferita indelebile. Un colpo al cuore. Disperato il commento di Enzo Bianchi, ex priore di Bose, negli attimi in cui il fuoco sembrava divorare – in diretta televisiva mondiale – la cattedrale parigina. «Il segno della fine di una cultura – ha scritto su Twitter il celebre teologo – di una civiltà, di una religione, la fine dell’Europa di cui siamo tutti responsabili». È davvero così? Pensiamoci un attimo, a mente fredda. Intanto, tiriamo un sospiro di sollievo nell’apprendere che la struttura, nonostante tutto, è rimasta intatta. L’altare centrale e la croce si sono salvati. Ma l’emozione è stata fortissima. Ognuno di noi sentiva di perdere, tra le ceneri di Notre-Dame, anche un pezzo di sé....

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Commenti
  • 1