Il caso Argo 1 ha tenuto banco sul piano politico, durante la scorsa legislatura, per gli aspetti di gran lunga meno gravi: il mandato attribuito e poi rinnovato illegalmente alla ditta che sorvegliava i centri per richiedenti l’asilo. Andando ben oltre quanto stabilito dalla legge, il Gran Consiglio aveva addirittura fatto capo allo strumento della Commissione parlamentare d’inchiesta nella convinzione – alimentata dai media ma infondata – che vi fosse del marcio. La CPI ha lavorato a lungo, inutilmente e in modo inconcludente.

L’aspetto più grave della vicenda è invece rimasto sempre in secondo piano, trascurato dai più, per la semplice ragione che non poteva essere strumentalizzato a fini politici. Eppure è un risvolto inquietante. Quanto inquietante ce lo ha ricordato la notizia dell’altro...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Commenti
  • 1