Le diplomazie sono al lavoro. Il premier Giuseppe Conte, sollecitato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, smorza i toni e riapre al dialogo. Ma la crisi nei rapporti tra Italia e Francia, in via di lenta e imbarazzata soluzione, non è da sottovalutare. Perché è il sintomo di un isolamento italiano in politica estera tutt’altro che banale. L’errore imperdonabile, il più grave, lo ha commesso il vicepremier Luigi Di Maio. È volato a Parigi per incontrare i gilets jaunes, i rivoltosi d’Oltralpe. Si è fatto fotografare con i peggiori tra loro. Poteva scegliere meglio. Ed è stato come se un membro del governo francese fosse andato in Italia a fraternizzare con gli autonomi dopo una guerriglia con la polizia. Non si fa. Non è che il leader dei Cinque Stelle non abbia calcolato il rischio...

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