La pazienza di Angelo Renzetti è finita. Nemmeno un mese dopo la brutta sconfitta rimediata dal Lugano a San Gallo, quando il presidente mosse a Celestini le prime critiche costruttive. «Fabio è una persona intelligente, sbagliare si può ed è meglio che certe cose accadano subito» aveva indicato il patron. Il tempo però è già scaduto. Il Titanic bianconero sta imbarcando acqua. Eppure il tecnico continua a dirigere l’orchestra. In che modo? In assenza di fatti – a Losanna è sparito anche qualche baleno di bel gioco – cerca di mascherare la crisi con la dialettica. Sì, a noi Celestini ricorda un po’ Luciano Spalletti, quello degli ultimi mesi all’Inter. Abilissimo davanti a microfoni e taccuini a costruire con le parole castelli di sabbia invero fragilissimi. E puntualmente fatti crollare dall’avversario...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Commenti
  • 1