Il commento Osvaldo Migotto

In Libano la rabbia popolare affonda il Governo, ma la svolta è lontana

Proseguono le proteste per il massacro del 4 agosto

Image

La violenza usata dalle forze di sicurezza libanesi per soffocare la rabbia dei manifestanti esplosa negli scorsi giorni a Beirut non è bastata a salvare il Governo del premier Hasan Diab. Dopo le dimissioni di alcuni esponenti dell’Esecutivo, ieri è arrivato il crollo dell’intera compagine governativa che non solo non è stata in grado di risollevare il Paese dalla grave crisi economico-finanziaria in cui è piombato da mesi, ma ha mostrato una totale incuranza per la sicurezza dei cittadini libanesi.

Giovedì scorso l’arresto di 16 funzionari portuali, su cui l’Esecutivo ha cercato di far ricadere la responsabilità delle spaventose esplosioni avvenute martedì 4 agosto, non è servito ad attenuare l’indignazione della popolazione per la morte di oltre duecento persone, il ferimento di altre 7...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Commenti
  • 1