Il commento Marcello Pelizzari

Italia e Svizzera fra titoloni, urne e battute

«Meglio di così!» ha titolato la «Gazzetta dello sport» all’indomani del sorteggio di Euro 2020: al di là della nostra crescita, noi elvetici siamo ancora visti come una nazionale normale

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Pierluigi Tami l’aveva spiegato poco tempo fa, ad un niente dal sorteggio di Bucarest. Sì, la Svizzera è forte. Sì, è cresciuta. E sì, questa squadra può (quasi) fregiarsi del titolo di grande. Quasi, appunto. Il direttore delle squadre nazionali elvetiche, nella sua analisi, aveva toccato un altro punto: il rapporto fra noi e gli altri o, meglio, la considerazione che le cosiddette big hanno dei rossocrociati. Una considerazione, ahinoi, spesso bassa. «Quando c’è di mezzo un sorteggio, tutti vorrebbero che dall’urna uscisse il nome della Svizzera» il Tami-pensiero. Tradotto: la nazionale di Petkovic sta vivendo una sorta di paradosso. È una presenza fissa ai grandi appuntamenti, spesso vi arriva in carrozza o a sirene spiegate. Eppure, non viene presa sul serio. Anzi, spesso è perfino snobbata....

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