Commento/Sci alpino Raffaele Soldati

L’attesa, l’incubo e il salmo

Dopo quattro secondi posti, Beat Feuz è finalmente riuscito a conquistare il successo sulla Streif di Kitzbühel

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Finalmente ce l’ha fatta. Anche Beat Feuz è riuscito a scrivere il suo nome sull’albo d’oro di Kitzbühel. Qualcuno aveva parlato di maledizione. Forse non a torto. Quando arrivi quattro volte secondo (2016 2018 2019 e 2020) e sai di poter vincere anche sulla Streif, è inevitabile, due domande finisci per fartele. Soprattutto se sei uno normale. A maggior ragione, se ricordi che nel 2017 stavi per vincere, poi hai rovinato tutto. Non lontano dall’arrivo.Sono ragionamenti, questi. Solo ragionamenti o pensieri che potrebbero passare nella mente di una persona normale. Un atleta come tanti. Non Beat Feuz. Il 33.enne dell’Oberland bernese è un campionissimo. Uno che in discesa ha vinto quasi tutto: tre volte al Lauberhorn a Wengen (2012, 2018 e 2020), senza contare il titolo mondiale a St. Moritz...

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