L’editoriale Matteo Airaghi

L’esigenza di tornare a vivere l’arte

Il multimediale non può mai sostituire l’esperienza concreta e diretta della vita vera, scrive Matteo Airaghi

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«Piccolino», «un po’ scuro», «scolorito», «piuttosto insignificante». Sono solo alcune delle reazioni più frequenti (quasi sempre socialdigitali naturalmente) manifestate da coloro che, visitando il Louvre, si sono sentiti in dovere di posare per qualche istante lo sguardo sul ritratto di Monna Lisa Gherardini, opera di tale messer Leonardo da Vinci intorno al 1503. Ma se «La Gioconda», ovvero il quadro più famoso, iconico, celebrato ed enigmatico del mondo si rivela spesso una delusione non c’è troppo da stupirsi. Nulla di nuovo o di scandaloso, dunque, anche se il moltiplicarsi di analoghi mugugni al cospetto di opere più o meno fondamentali solleva più di qualche dubbio sulla capacità collettiva di «guardare» l’arte in un’epoca, paradossalmente, dominata dalle immagini. Orfani di quelle...

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