l’opera che vorrei Salvatore Maria Fares

La bottega di Hopper

La rubrica di Salvatore Maria Fares

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La solitudine desolante che in questi giorni domina lungo le strade e nelle piazze evoca molte opere di grandi maestri del 900 che hanno descritto mirabilmente il vuoto e i silenzi. De Chirico e Hopper sono al culmine della poetica angosciante del vuoto, dove la figura umana è come un passeggero in un treno vuoto.

Hopper arriva alla pittura dopo un esercizio fruttuoso nella grafica che iniziò il corso di larga diffusione attraverso i manifesti che segnarono l’inizio delle tecniche pubblicitarie commerciali. Contemporaneo di De Chirico, come lui si muoveva un po’ nella metafisica, cioè oltre la realtà che determina e ispira le immagini. I soggetti della solitudine segnano la loro parabola artistica. Hopper è il crudo realismo che fa eco alla cinematografia in bianco e nero ma i colori lo traghettano...

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