Il commento Osvaldo Migotto

La Francia e la minaccia
dei jihadisti «invisibili»

Attacco di Rambouillet: su Facebook le tracce della radicalizzazione

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La Francia ieri ha reso omaggio a Stéphanie Monfermé, la funzionaria di polizia uccisa venerdì scorso a coltellate da un tunisino di 36 anni, Jamel G., all’ingresso di un commissariato di Rambouillet, località a una sessantina di chilometri da Parigi. La donna, di 49 anni, lascia due figlie di 18 e 13 anni. Un fatto di sangue raccapricciante che non può lasciare indifferenti, anche perché negli ultimi anni la Francia è stata duramente colpita da questo tipo di attacchi, in cui ad essere presi di mira spesso sono stati proprio dei funzionari di polizia. Dal 2015 nel Paese transalpino sono oltre 260 le persone morte sotto i colpi del terrorismo jihadista.

Il presidente francese ha ribadito che «non cederemo di un passo, di fronte all’estremismo islamico». Ma la domanda che in molti si pongono...

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