cultura Matteo Airaghi

Le facili tentazioni della servitù volontaria

L’editoriale di Matteo Airaghi

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Il buon Kafka l’aveva da par suo sintetizzata così: «Spesso è più sicuro essere in catene che liberi». Il citatissimo aforisma, che si trova nell’incompiuto romanzo «Il processo», ci è tornato in mente qualche giorno fa riflettendo sulle stimolanti considerazioni che il filosofo Adriano Fabris ha affidato alle pagine dell’ultimo numero del bimestrale dell’Università Cattolica Vita e pensiero. Al centro della polemica, ripresa anche dall’Osservatore Romano, il complicato rapporto tra intelligenza artificiale e libertà umana. Rapporto che da bravi struzzi tafazziani preferiamo fingere di ignorare quasi si trattasse di ineluttabili contingenze di cui, con la supponenza degna del marchese del Grillo, ognuno di noi è convinto di saper prendere solo i vantaggi e... peggio per tutti gli altri. Così...

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