CorrierePiù Nicola Bottani

Le ferite dei profughi di guerra

L’editoriale di Nicola Bottani

Image

Le ferite dell’anima sono difficili da guarire. Figuriamoci quelle dei perseguitati e dei profughi di guerra. Anche a decenni di distanza qualcosa di doloroso rimane sempre nel cuore. Come in quello di Ornella Ottolenghi che nel CorrierePiù ricorda la fuga verso il Ticino e la salvezza insieme ai suoi genitori. Era l’autunno del 1943, erano ebrei milanesi e ripararono avventurosamente a Lugano per sfuggire agli eccidi perpetrati dall’esercito tedesco dopo l’armistizio dell’8 settembre. Sono passati quasi ottant’anni e adesso Ornella Ottolenghi ne ha 92. Ma nel cuore porta ancora il dolore di quando, sfollata in Liguria, dove era stata accolta in un istituto di suore, le era stato dato un cognome fittizio per non farla riconoscere quale ebrea. Fu come se l’avessero strappata dalle sue radici...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Commenti
  • 1