Nel Mediterraneo, tra un naufragio e l’altro, si ripetono i casi di migranti tratti in salvo che nessun Paese vuole accogliere. L’ultimo, in ordine cronologico, è quello della «Sea Watch» che da oltre due giorni vaga con 47 naufraghi a bordo in attesa di «un porto amico».

Ma c’è di peggio; domenica scorsa, in barba alle convenzioni internazionali sul salvataggio in mare di vite umane (come la International Convention on Maritime Search and Rescue, Amburgo, 1979), i disperati che si trovavano a bordo di un barcone in avaria 60 miglia al largo delle coste libiche hanno dovuto attendere fino in tarda serata prima che qualcuno intervenisse in loro soccorso. Stando alle testimonianze raccolte, per ore i migranti del barcone in difficoltà hanno inviato senza risposta innumerevoli richieste d’aiuto...

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