Isole comprese Prisca Dindo

Napule, culure e voglia ‘e turnà

Leggi la rubrica di Prisca Dindo pubblicata su La Domenica

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Arriviamo a Napoli di domenica ma il traffico lungo le strade del centro è quello di un giorno di lavoro. Le auto e gli scooter sfrecciano dovunque.

Malgrado ciò il bus avanza come se in quel caos viario ci fosse una logica, tra uno scossone e l’altro provocato dalle buche che costellano il selciato.

«Vedi Napoli e poi muori», avrebbe detto Johann Wolfgang von Goethe quando, nel 1787, mise piede per la prima volta nella città sotto il Vesuvio. Non certo una jettatura d’antan sul modo di guidare le carrozze di allora, bensì una dichiarazione d’amore del poeta tedesco per quel «paradiso dove tutti vivono in una specie di ebbrezza e di oblio». La Napoli odierna è forse ancor più bella di quella che due secoli fa conquistò il cuore del grande intellettuale. Le sue anime contrastanti tra bellezza...

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