Pensieri di corsa Filippo Rossi

Natale e Capodanno a Kabul: se l’allenamento si fa ballando

Filippo Rossi con la sua rubrica ci porta nei meandri della capitale afghana fra feste e timori

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Questa volta ho portato l’elettrostimolatore. Mi sono detto: troppo difficile correre a Kabul in un momento di massima tensione. Le persone non sanno bene cosa potrebbe accadere l’indomani. Interrompo perciò gli allenamenti per due settimane. Ma nulla di grave. Ne avevo bisogno dopotutto. Il mio aereo atterra in Afghanistan alle 6.30 del mattino. Il sole sorge dietro le montagne. Una palla di fuoco che illumina la terra marrone e rocciosa. Ora che è inverno le vette sono pure innevate. Unica pecca: l’inquinamento. In questi giorni Kabul è considerata, con Nuova Delhi, la città più inquinata al mondo. Si respira carbone, a volte si arriva a stento a vedere dall’altro lato della strada.

Il mio amico Omaid manda Moshk a prendermi. È il suo autista. Lo vedo, ci abbracciamo a lungo e affettuosamente...

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