Pandemia Nicola Pfund

Nello sport meglio evitare rischi inutili

È meglio che gli appassionati si fermino, un infortunio potrebbe pesare sul sistema sanitario - Il commento di Nicola Pfund

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Viviamo una situazione particolare per lo stato d’emergenza dovuto al coronavirus. Una situazione dove le cose cambiano velocemente. Atteggiamenti e comportamenti che andavano bene fino a ieri ecco che oggi subiscono una forte restrizione per arginare la diffusione del virus.

Si tratta di cambiare delle abitudini, a volte repentinamente, da parte di tutti. Anche degli sportivi. Non tanto di quelli attivi in una squadra o una società perché qui è ormai tutto fermo: le palestre, i campi di calcio, le piscine sono chiuse. Non si gioca più, lo sport d’élite e professionistico è congelato, almeno per qualche tempo.

Resta però la possibilità, per i tanti appassionati degli sport all’aria aperta, almeno per il momento e fino a disposizioni contrarie (come è già avvenuto ad esempio nella vicina Italia), di praticare la propria disciplina preferita e c’è da aspettarsi, già in queste giornate che annunciano l’arrivo della primavera, un aumento sostanziale dei praticanti.

Si allude alla corsa a piedi, alla bicicletta, all’uso di e-bike per recarsi al lavoro, magari già a qualche accenno di escursionismo in montagna, tra le discipline più amate da noi e che contano tanti appassionati.

In un recente contributo avevamo rimarcato l’aspetto positivo di restare attivi nella natura, pur sottolineando nel contempo la necessità di praticare lo sport a un livello moderato, soprattutto per non stressare il fisico e il sistema immunitario.

Ora, alla luce degli ultimi cambiamenti e del peggioramento della situazione in generale, ci viene di fare un ulteriore passo verso la prudenza e la moderazione. Questo in ragione di due aspetti in particolare: la pericolosità di talune pratiche negli sport di resistenza da un lato e il rischio di un sovraccarico del nostro sistema sanitario dall’altro.

In una parola, bisogna evitare tutte quelle attività sportive che potenzialmente possono essere rischiose e quindi comportare un ricovero in ospedale o al pronto soccorso. Forse già a breve anche una semplice lussazione della spalla o una distorsione della caviglia potrebbero risultare degli inutili carichi per le strutture sanitarie già sollecitate nell’emergenza del virus.

Questo significa che il buon senso deve spingerci a lasciare in questo periodo la bicicletta in garage, oppure a trovare delle soluzioni alternative, come ad esempio può essere l’utilizzo dei rulli (magari usando delle app molto interessanti tipo «Zwift bike») per chi proprio non vuole perdere l’allenamento e sente il bisogno di fare attività fisica.

La corsa a piedi presenta meno rischi, sempre che non venga praticata su terreni pericolosi e a livelli eccessivi. Precauzionalmente sarebbe comunque da evitare anche questa pratica sportiva e in ogni caso occorre davvero lasciare perdere da subito le corse su sentieri impervi anche se l’attrazione per gli spazi aperti può essere per molti, soprattutto in questi periodi, una esigenza molto forte.

Prendiamo quindi questo periodo non facile come un momento di «rigenerazione» dove i volumi e l’intensità dell’allenamento vengono ridotti e ci si limita a una ginnastica «casalinga». Ne beneficerà il nostro fisico ma soprattutto le strutture sanitarie che non hanno certo bisogno di ulteriori pazienti in una fase in cui le energie devono essere rivolte soprattutto a combattere la malattia.

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