Pensieri dal battellino Bruno Costantini

Notizie dal mondo

La rubrica del vicedirettore Bruno Costantini

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Sul battellino siamo rimasti smarriti nel sentire dire dal CEO della Posta Roberto Cirillo che il recapito quotidiano delle lettere e dei pacchi è una necessità importante per la popolazione svizzera. Quale ardire, Cirillo. In questi anni di grandi cambiamenti tecnologici che hanno modificato le abitudini dell’utenza e il servizio, ma anche di qualche scelleratezza di troppo da parte delle ex regie federali, sentire ribadire chiaramente che la Posta vuole fare la posta e non vendere padelle è una notizia. Poco meno di un anno fa, entrando in carica, anche il nuovo CEO delle FFS Vincent Ducrot si sentì in dovere di specificare che le Ferrovie devono tornare a fare le ferrovie, cioè devono pensare a far circolare i treni, possibilmente in orario, e non a gestire affari da palazzinari. Un tempo simili dichiarazioni sullo scopo aziendale delle due imprese pubbliche sarebbero state considerate banali ovvietà; oggi, invece, appaiono come epifanici annunci che schiudono nuovi orizzonti. Asia si era comunque preparata allo scenario di una distribuzione postale a giorni alterni che avrebbe compromesso anche la consegna dei giornali. La mia amica microinfluencer del lago, gongolante sia per i trionfi di Lara Gut Behrami sia per la brutta fine che ha fatto il presidente dei Giochi olimpici di Tokyo - quello che sosteneva che le donne parlano troppo, cacciato e poi rimpiazzato proprio da una donna -, immaginava di girare con il battellino tutti i paesi che si affacciano sul Ceresio e di fermarsi sui pontili a leggere le notizie dai giornali così da sopperire alla mancata distribuzione dei quotidiani. Un po’ come fa Tom Hanks nei panni del capitano Jefferson Kidd, reduce della guerra civile americana, nel recente e un po’ zoppicante western «Notizie dal mondo»: si guadagna da vivere andando in giro tra i villaggi a leggere i giornali e a raccontare ciò che accade nel mondo, suscitando anche proteste nel pubblico se le notizie non piacciono. Ma eravamo nell’Ottocento, oggi che anche cani e porci sono in Rete che senso avrebbe andare per esempio sul pontile di Caprino a raccontare le leopardiane magnifiche sorti e progressive del Polo sportivo, oltretutto rischiando di essere presi a sassate o di finire triturati nella spaventosa faida tra liberali? «Invece sarebbe una raffinata forma di snobismo vintage dell’informazione e diventerebbe un fenomeno social. Inoltre, con gli animi surriscaldati dal “Barbera fatto col mulo”, sui pontili delle news ci potrebbe scappare anche qualche strepitoso video per TikTok o da mandare nello spazio», ha replicato Asia. Già, adesso le è venuta la mania dello spazio, perché una sera sul lungolago, in sella alla sua bici elettrica rosa, è convinta d’aver visto i marziani. Beh, non si vede perché la NASA possa andare su Marte e i marziani non possano venire sulla Terra (a patto che indossino la mascherina perché non vogliamo la variante marziana). Ma se fosse stata un’illusione, un equivoco, scambiando per marziani gli onorevoli che uscivano dal Municipio? E se fosse stato uno scherzo da «Guerra dei mondi», il famoso sceneggiato radiofonico del geniale Orson Wells che nel 1938 fece credere in diretta che gli alieni stavano invadendo gli Stati Uniti dando avvio alla leggenda della madre delle fake news? Balle o non balle, la mia amica ha concluso che preferisce comunque essere invasa dai marziani che dagli onorevoli. Dice che con loro i selfie vengono meglio e non fanno paura. Boh.

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