Il merito, racconta, è del Signore. Come se gli interventi prodigiosi, le uscite a pugni chiusi o in presa nonché i balzi improvvisi da un palo all’altro fossero radiocomandati da lassù, da una mano invisibile e ovviamente provvidenziale. Detto degli aspetti più intimi e religiosi, le prestazioni di Sebastian Osigwe hanno (anche) una spiegazione terrena. Banalmente, l’ex Kriens è un ottimo portiere. Davvero. Sicuro, solido, concentrato, meno barocco rispetto ad altri interpreti e più terre à terre.

Arrivato in silenzio a Cornaredo, quasi non volesse far sapere del suo approdo, in poche settimane si è preso riflettori e copertine. Al punto che, sugli spalti, i tifosi rumoreggiano: «Il titolare dovrebbe essere lui». Un passato come giocatore di movimento, San Osigwe da Lucerna a detta di alcuni...

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